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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Regione, svelato il giallo sulla delibera oscurata: è la revoca dell’incarico alla Di Liberti

I sindacati hanno scritto alla segreteria della Giunta per chiedere informazioni su un provvedimento dell'11 agosto composto da 7 pagine, 6 delle quali completamente censurate. A marzo scorso l’ex dirigente del Dasoe era finita ai domiciliari per la vicenda dei "morti spalmati"

C’è l’intestazione del provvedimento, ci sono le norme che costituiscono il quadro normativo di riferimento e poi ci sono sei pagine completamente oscurate, sino alla firma del segretario e del presidente della Regione. Si presenta così la delibera con cui la Giunta a metà agosto ha disposto la revoca dell’incarico per l’ex dirigente del Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico, Maria Letizia Di Liberti, sotto inchiesta dopo essere finita ai domiciliari per la vicenda dei "morti Covid spalmati" per cui è stato indagato anche l’assessore Ruggero Razza, tornato in sella dopo le iniziali dimissioni.

La delibera 338 è stata pubblicata l’11 agosto e sino ad ora pare che nessuno si fosse accorto di quel provvedimento completamente oscurato. Adesso la redazione di PalermoToday apprende che si tratta proprio della revoca dell'incarico alla super burocrate. Dalla Regione però continuano a non voler fornire alcuna replica.

Il provvedimento completo in formato pdf

Ieri i sindacati Sia, Csa e Cisal hanno scritto al segretario della Giunta chiedendo lumi. "Il Governo, con tale atto - si legge in una nota - sembrerebbe avere deliberato in merito alla rimodulazione degli assetti organizzativi dei dipartimenti regionali dell’Amministrazione". A seguire, citando anche il Freedom of information act (La legge sulla libera libertà d’informazione emanata dagli Usa nel 1966), hanno chiesto copia integrale dell’atto per "favorire forme disse di controllo sul perseguimento delle istituzioni e sull’utilizzo delle risorse pubbliche".

Alla richiesta di informazioni, la segreteria della Giunta non avrebbe ancora risposto. E non è detto che lo farà. La necessità di oscurare tutti i dati è legata al fatto di non rendere visibili gli estremi dell’inchiesta giudiziaria che ha travolto, nel pieno della pandemia, l’assessorato alla Salute. I destinatari delle misure cautelari erano stati Maria Letizia Di Liberti, Salvatore Cusimano, dipendente dell’assessorato all’Industria, ed Emilio Madonia, dipendente della società privata che si occupa della gestione del flusso dei dati sul Covid. Secondo l’accusa, passata dalla Procura di Trapani a quella di Palermo, gli indagati avrebbero "corretto" i dati delle rilevazioni giornaliere.

Dopo l’interrogatorio di metà aprile il gip ha rimesso in libertà i tre indagati e, accogliendo la richiesta del procuratore aggiunto Sergio Demontis, ha deciso di applicare solo alla Di Liberti la misura della sospensione dal servizio per un anno. Da qui con ogni probabilità la revoca dell’incarico, disposta dalla Giunta, affidato temporaneamente a Mario La Rocca, anche lui travolto dalle polemiche dopo un messaggio audio inviato tramite Whatsapp ai manager di Asp e ospedali per il caricamento dei posti letto Covid nell'apposita piattaforma. A metà agosto l’ingegnere ha ceduto il posto a Francesco Bevere, in passato direttore generale al ministero della Salute e all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.

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