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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Villino Windsor, la Soprintendenza accende i riflettori sui lavori non autorizzati: "Danno all'immobile ed equilibrio alterato"

La struttura neogotica è considerata di interesse storico-culturale. Dall'Ente regionale la diffida al ripristino dei luoghi dopo alcune violazioni riscontrate. Dopo la chiusura del ristorante verrà trasformata in abitazione privata. Lo sfogo del proprietario: "Non ho mandato via nessuno, anzi avanzo 19 mesi di affitto"

Prima ristorante, adesso abitazione privata. Questo il destino del villino Windsor, una delle realtà più importanti dal punto di vista storico e architettonico della città. I suoi spazi, fino allo scorso dicembre, ospitavano un locale che ha chiuso i battenti a causa del calo di fatturato prodotto dal Covid, così come spiegato dai gestori. Le chiavi della struttura di viale Principe Umberto tornano nelle mani del proprietario Carlo Roberto che dovrà anche fare i conti con la Soprintendenza per i Beni Culturali.

Le condizioni del villino Windsor

L'ente regionale, infatti, a fine 2021 ha ordinato "il ripristino dello stato dell'arte originario e la rimozione di tutte le opere non autorizzate". Così come accertato dal dirigente responsabile della Sezione Beni Architettonici e Storico Artistici, nel corso degli anni sono state realizzate "tettoie trasformate in ambienti chiusi con strutture stabili, risultano coperte con guaina prefabbricata, e la superficie è stata ampliata [...] modificando l'immobile tutelato nel suo aspetto esteriore. Le tettorie non risultano separato quindi dall'immobile sottoposto a vincolo, e non risultano eseguiti i lavori necessari di adeguamento per renderle [...] compatibili con il contesto architettonico e la normativa paesaggistica. [...] Le strutture hanno comportato la sovrapposizione di guaine bituminose sui prospetti, creando un danno diretto all'immobile ed alterando l'equilibrio architettonico tra l'interno e l'esterno del complesso". Secondo la Soprintendenza "l'attività posta in essere costituisce attività svolta su bene vincolato senza il preventivo parere di questo Ufficio".

Rammaricato il proprietario del villino che interviene anche sui rapporti con i gestori del ristorante. "Non sono stato sicuramente io ad aver portato il Covid - spiega - anzi ne ho pagato le conseguenze. E' stato fatto scempio del villino così come stabilito dalla Soprintendenza, una situazione che eredito e che mi costerà parecchi soldi. Già il contratto firmato con gli affittuari nel 2004 prevedeva che al termine del periodo di locazione sarei rientrato in possesso dell'immobile. Quindi non ho buttato fuori nessuno e non mi sono tirato indietro nel trovare accordi. Non riscuoto invece l'affitto da 19 mesi per un credito di oltre 50mila euro. Non ci sto a passare come mostro, sembra che io sia stato spietato davanti a una difficoltà oggettiva di un imprenditore".

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