Caio Duilio, la dirigente rifiuta le aule: “Non permetterò che scelte miopi decretino la fine del Nautico”

La lunga lettera di Maria Schirò per spiegare le ragioni che l'hanno spinta a dire no alla proposta del sindaco De Luca: “Sedi proposte troppo lontane, penalizzano e scoraggiano ancora di più gli studenti. Questo istituto è una preziosa realtà da preservare”

“Nessuna presa di posizione pretestuosa ma dettata da motivazioni reali, concrete e dettate dall’esigenza dell’utenza”.

Mette i puntini sulle i la dirigente scolastica dell’istituto Caio Duilio, da sempre fiore all’occhiello dell’istruzione nel settore Nautica, sulle ragioni che l’hanno portata a rifiutare la proposta di soluzione della Città Metropolitana di Messina, relativa all’eventuale acquisizione di immobili in locazione per far fronte alle esigenze di aule dell’istituto.

La dirigente Maria Schirò ha affidato le motivazioni ad una lettera aperta. Eccola:

“Desidero rendere pubbliche le ragioni che hanno determinato il mancato accoglimento della proposta di soluzione della Città Metropolitana di Messina, relativa all’eventuale acquisizione di immobili in locazione per far fronte alle esigenze di aule dell’istituto Caio Duilio, determinata, in parte dalle misure di contenimento rischio Covid-19 per l’emergenza sanitaria, solo 11 aule ed in parte in sostituzione delle 18, che dovranno essere abbandonate, poste nell’ala adiacente l’Istituto Verona Trento, dove erano allocate da più di vent’anni; desidero anche fare presenti le conseguenze che tale ipotesi potrebbe determinare sulle sorti dell’istituto.

Si tratta di una situazione critica che non fa altro che aggravare la carenza atavica di aule che il nautico messinese ha sempre denunciato alle amministrazioni di turno. Voglio che sia chiaro che la mia decisione non può essere definita, come lo è stata,  “una presa di posizione pretestuosa”, così forse può apparire agli occhi dei non addetti ai lavori, bensì essa è sostenuta da motivazioni reali, concrete e soprattutto dettate dalle esigenze dell’utenza.

La proposta prospettata per l’ITTL Caio Duilio consiste  nello spostamento di un certo numero di aule presso un’ennesima sede staccata, anzi due,  alcuni locali situati in zona centro sud della città, in particolare in via Uberto Bonino, area Zir, distanti quasi tre chilometri dalla sede centrale ed altri, distanti altri duecento metri dai primi. Gli undici locali, posti a circa tre chilometri dalla sede centrale, necessitano di alcuni lavori di adeguamento e messa a norma, mentre negli altri 20 locali proposti, i lavori richiederanno un tempo maggiore.  

Mi piace essere chiara, non intendo, in un momento così difficile e complesso, fare resistenza od ostruzionismo nei confronti delle soluzioni prospettateci dal sindaco De Luca, ma intendo ribadire con forza che la proposta che ci è stata fatta, non fa altro che penalizzare ulteriormente ed ancora una volta i nostri studenti: circa 200 di loro provengono da fuori comune e dalla Calabria e altrettanti dai villaggi limitrofi e giungono ogni mattina ai terminal dei mezzi pubblici, posti nella zona della stazione o del porto. La posizione delle attuali sedi consente loro di spostarsi a piedi per arrivare in orario a scuola; viceversa per raggiungere queste nuove sedi sarebbero costretti a prendere l’ennesimo mezzo di trasporto pubblico ed attraversare il traffico cittadino, cosa che si ripeterebbe al rientro a casa, considerato che i tempi di percorrenza stimati, dalle nuove sedi alla stazione, sono di circa 12 minuti con un mezzo motorizzato e senza traffico e di 30 minuti a piedi, con conseguenti oggettive ricadute temporali: saremo costretti ad obbligare l’utenza a partire anticipatamente da casa, quando già molti ragazzi fuori sede, tra cui molti calabresi, si alzano alle cinque ogni mattina, per rientrare con altro ritardo alle proprie abitazioni. Questi ulteriori disagi costringerebbero la gran parte degli studenti a desistere dalla frequenza scolastica od a trasferirsi in altre scuole, abbandonando l’obiettivo di proseguire gli studi nel settore marittimo.  Si tratterebbe inevitabilmente di una soluzione logistica destinata a decretare, con il tempo, il decremento della popolazione scolastica e conseguentemente la morte di questo storico istituto, che per anni, in passato, ha rappresentato per i messinesi una preziosa realtà da preservare, esaltare e tutelare.

Un altro motivo che sottende l’impossibilità di accettare la proposta della città Metropolitana riguarda l’organizzazione delle attività didattiche, che solo agli occhi di un profano può sembrare un problema di secondo piano. Voglio ricordare che il nostro istituto è uno dei pochissimi ormai ad avere un unico indirizzo; la soluzione ipotizzata comporterebbe notevoli difficoltà nell’organizzare razionalmente le attività didattiche su varie sedi così distanti tra loro. Dispersione di tempo e rischio per il personale scolastico, costretto a spostarsi attraversando le strade centrali in orari di punta e ritardi nel cambio d’ora sarebbero all’ordine del giorno. Tutto ciò moltiplica in maniera esponenziale i rischi ed i disagi vissuti fino ad oggi.

Altro importantissimo aspetto, che non posso far sottovalutare, riguarda l’obbligo per gli studenti di questo indirizzo, di frequentare i laboratori di settore, (e mi riferisco a simulatori di conduzione navale, simulatori di direzione macchine navali, ecc, costosi ed ingombranti), obbligo utile a garantire la conformità dei percorsi specifici, ed il raggiungimento di competenze in uscita, requisiti e standard internazionali e comunitari, fissati da convenzioni e direttive per il settore marittimo. Il percorso formativo trasporti e logistica, infatti, a differenza degli altri indirizzi del nostro sistema scolastico nazionale, deve garantire ed assicurare l’applicazione delle Direttive Ue sulle competenze minime di formazione della “gente di mare”, attuare la normativa internazionale STCW /78, (internazionali IMO) e rispondere dei risultati direttamente al Ministero dell'Istruzione, che ha  funzioni di vigilanza, controllo e monitoraggio diretto, in merito ai predetti obblighi, che  costituiscono il presupposto per il riconoscimento dei titoli di studio in uscita ai percorsi formativi. Tali laboratori d’indirizzo sono situati nella sede centrale, e nel caso di spostamento su sedi molto distanti, gli studenti sarebbero impossibilitati a frequentarli.

Infine, tengo molto a precisare che nella mia lunga carriera professionale, caratterizzata da professionalità e forte senso di responsabilità nei confronti degli studenti e rispetto delle esigenze delle famiglie, ho sempre utilizzato il buon senso per garantire il servizio scolastico, seppur con mille difficoltà e talvolta assumendo in prima persona l’impegno di sopperire all’inerzia delle amministrazioni, pur di garantire la continuità dell’attività didattica. Non mi sono mai arresa davanti a nessun ostacolo, assumendo, talvolta in prima persona, responsabilità che non erano di mia competenza, pur di garantire sempre e comunque la prosecuzione e il regolare svolgimento delle attività scolastiche. Anche in quest’occasione, se pur tra tanti disagi, grazie alla professionalità e la tenacia di tutta la mia comunità scolastica, le attività partiranno. Partiranno in termini di legge, con le possibilità che la norma ci consente, garantendo a tutti i nostri studenti l’opportunità di partecipare sia in presenza, che a distanza in modalità didattica integrata. Ci siamo dotati delle strumentazioni tecnologiche necessarie e siamo pronti a dare il via a questo nuovo anno scolastico. Non ho mai lontanamente pensato di procurare “interruzioni di pubblico servizio”, non consentirò a nessuno di pensarlo né tantomeno di insinuarlo, non fa parte del mio, del nostro, modo di agire responsabilmente nei confronti della nostra utenza.  Noi garantiremo, dunque, il prossimo 24 settembre, nonostante tutto, l’avvio delle attività didattiche, nel massimo rispetto delle condizioni di sicurezza, soprattutto in relazione alle misure di prevenzione e contenimento del rischio Covid-19.”

Oggi, il Caio Duilio nel settore marittimo internazionale e su tutto il territorio nazionale  è considerata una realtà d’eccellenza grazie ai risultati determinati dalle risorse professionali e strumentali che ha in sé. L’interesse dell’utenza per il Nautico di Messina è sempre stata determinata soprattutto dal livello qualitativo della formazione che eroga e dall’immagine che negli anni, ha saputo dare di sé: una scuola capace di formare figure e professionisti di qualità per il settore marittimo, che hanno portato alto il nome della città di Messina in tutto il mondo ed oggi certe scelte miopi ed imposte dall’alto, ribadisco, rischiano di decretare, dopo circa due secoli di storia, la fine del Nautico messinese. Voglio infine aggiungere che proseguiremo e garantiremo il servizio così, fino a quando non verranno adottate soluzioni idonee alle esigenze dei nostri studenti come quelle da noi proposte ed inascoltate. Non saranno necessarie superflue intimazioni. Il nostro lavoro lo sappiamo fare, lo facciamo e lo continueremo a fare bene come abbiamo fatto fino ad oggi, nonostante tutto”.

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