Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

Il tentato omicidio di Molonia a Bisconte, non si sa chi ha sparato: assolto D'Arrigo

La Corte d'Appello ribalta la sentenza. Quattordici anni e sei mesi per il "mandante" Rosario Grillo. Condannata anche la vittima per favoreggiamento

Il tentato omicidio c'è stato ma non c'è certezza su chi ha sparato. Lo ha deciso la corte d’appello presieduta dal giudice Alfredo Sicuro, che ha assolto per non aver commesso il fatto Giovanni D'Arrigo e condannato a 14 anni e 6 mesi Rosario Grillo.

I fatti riguardano il ferimento di Pippo Molonia, 29enne, pregiudicato, raggiunto da sette colpi di pistola mentre si trovava seduto nel cortile di pertinenza dell’abitazione del cognato, nel rione messinese di Bisconte il 21 settembre 2019. 

Grillo e D'Arrigo erano stati condannati rispettivamente a 16 anni e a 12. Il primo come mandante e l'altro come autore del tentato omicidio.  Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’azione di fuoco ai danni Molonia fu una ritorsione per “punire” tempestivamente il comportamento irrispettoso che, poche ore prima, il nipote della vittima, un ragazzo 16enne, aveva avuto nei confronti di Rosario Grillo, nel corso di un animato litigio per futili motivi, verificatosi sulla pubblica via nel rione di Mangialupi. Nel corso della lite, il minore prese a schiaffi Grillo. Uno “sgarro subito da parte di un esponente di spicco della malavita, che non poteva rimanere senza risposta.

La stessa sera del litigio, Grillo manda due soggetti - uno mai identificato - nel quartiere popolare di Bisconte, per regolare i conti a colpi d’arma da fuoco. A farne le spese Molonia. Ma se per i giudici di secondo grado è certo il mandate altrettanto non si può dire per l'esecutore materiale, tanto che D'Arrigo è stato assolto.

L’accusa, sostenuta dal pm Adriana Costabile, aveva chiesto la conferma del verdetto di primo grado ma la Corte ha deciso diversamente, accogliendo parzialmente le tesi dei difensori, gli avvocati Salvatore Silvestro, Francesca Giuffrè, Tino Celi e Antonello Scordo, e rideterminando anche la pena per Grillo da 16 a 14 anni e sei mesi per aver escluso l'aggravante di mafia.

Confermata invece la pena a due anni per lo stesso Molonia, accusato di favoreggiamento per aver mentito agli inquirenti su quanto accaduto, e che si trova già in carcere per il ferimento di Claudio Costantino a Camaro.

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