Quasi 8 mila posti di lavoro in meno a Messina: la fotografia di una città in ginocchio

Più iscrizioni alla Camera di commercio e meno cessazioni, ma una fortissima diminuzione di occupati. Questo è quanto emerge da Movimprese che, rispetto allo scorso anno, ha registrato l'aumento del numero di aziende ma una enorme perdita di posti di lavoro solo nell'estate 2020

Gli ultimi mesi del 2020 sembrano chiudersi con un andamento in positivo delle imprese che si sono registrate alla Camera di Commercio, ma il dato provinciale degli occupati fra luglio e settembre ha evidenziato la perdita di 7523 posti di lavoro. A fare i rilievi è Movimprese che, rispetto allo stesso periodo dello scorso hanno, ha segnalato un incremento di aziende che hanno aperto sul territorio. Tuttavia la lettura va analizzata in base anche alle contrazioni del numero di addetti rispetto al trimestre precedente. Da luglio a settembre, a fronte di 597 nuove iscrizioni, sono state denunciate 324 cessazioni che hanno portato lo stock complessivo di imprese a 62.512. Quindi, più iscrizioni e meno cessazioni, ma una fortissima diminuzione di occupati.  

«Si è verificato quello che abbiamo temuto sin dall’inizio della pandemia – afferma il presidente della Camera di commercio, Ivo Blandina – le misure introdotte per il contenimento degli effetti della crisi sulla nostra economia sono state e continuano a essere insufficienti e tardive. Il non aver saputo introdurre per tempo gli strumenti correttivi necessari per scongiurare la crisi della nostra economia, ha portato a riflessi occupazionali disastrosi. Da un lato, stiamo assistendo al tracollo delle imprese di alcuni settori, primo fra tutti il turismo e la ristorazione, ma gli altri comparti non sono certo da meno. La prospettiva di recessione e desertificazione immaginata mesi addietro è, ormai, certezza e le conseguenze sui livelli occupazionali e sui consumi sono già visibili e sempre più preoccupanti appaiono gli inevitabili riflessi sugli indici di povertà e di disagio sociale. Abbiamo urgente bisogno della già invocata terapia d’urto che dia al nostro tessuto economico e sociale quella boccata d’ossigeno assolutamente necessaria per evitare il collasso».

L’analisi dell’andamento dei tassi di sviluppo per settore di attività evidenzia che a risentire maggiormente in questo III trimestre del 2020 sono stati soprattutto i settori del Commercio ingrosso e dettaglio (- 33 imprese) con un numero di addetti pari a 30.745 (- 1.281 rispetto al trimestre precedente e – 1.075 rispetto al III trimestre 2019) e Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (- 21 imprese) con un numero di addetti pari a 13.474 (ben - 2.904 rispetto al trimestre precedente e – 1433 rispetto al III trimestre 2019). Ma, sul piano occupazionale, anche per i settori dell’Agricoltura, silvicoltura e pesca (-1.540 addetti rispetto al trimestre precedente), della Sanità e assistenza sociale (- 640) e delle Attività immobiliari (-526) lo scenario è tutt’altro che confortante.

«Abbiamo ritenuto opportuno allargare il fronte dell’indagine – dichiara la segretaria generale, Paola Sabella – inglobando nella nostra analisi anche le imprese dedite all’e-commerce. Un settore al quale le aziende cominciano a guardare con attenzione, considerato le misure restrittive che la pandemia ha imposto e impone, come ci confermano i dati del III trimestre 2020: a fronte di 207 imprese attive, il saldo tra iscrizioni e cessazioni è positivo (+4). Stessa cosa dicasi per il II trimestre 2020, che si è chiuso con un saldo positivo di +9, mentre il I trimestre 2020 registra un saldo negativo di -4. A riprova che, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, l’e-commerce ha avuto una crescita rilevante nella nostra provincia». 

Relativamente all'imprenditoria femminile, si evince una sostanziale tenuta generale a fronte di un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni pari a 49 unità. Nello specifico, l'impresa in “rosa” fa registrare 151 iscrizioni e 102 cessazioni. Rispetto al periodo precedente (III trimestre 2019) pur calando il numero delle iscrizioni (-29) scende anche il dato delle cessazioni (-11), che evidenzia una differenza tra i due saldi pari a -18. Quanto alla composizione per settore produttivo, anche qui il settore del Commercio segna il saldo maggiormente negativo con -16 imprese, seguito da quello delle Attività dei servizi di alloggio e ristorazione con - 9 imprese e da quello del Noleggio, agenzie di viaggio servizi di supporto alle imprese (-5).

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