Economia

Zone economiche speciali e Autorità portuale, Cgil rilancia la vertenza Messina

Riunione al sindacato col segretario generale Alfio Mannino sulle gravi carenze infrastrutturali e l'alta percentuale di disoccupazione. Chiesto un cronoprogramma alla Regione per spendere i 7 miliardi di fondi strutturali disponibili

La vertenza Messina rilanciata in una riunione della Cgil Messina che si è tenuta oggi alla presenza del neo segretario generale della Cgil Sicilia Alfio Mannino.

Il segretario generale della Cgil Messina Giovanni Mastroeni ribadendo la negativa condizione che vive il territorio messinese con le gravi carenze infrastrutturali, con un’altissima percentuale di disoccupazione evidenzia la paralisi dell’avvio delle Zone economiche speciali e della stessa nuova Autorità portuale dello Stretto bloccata per la diatriba tra il ministero e le due Regioni Sicilia e Calabria. 

“Sbloccare subito questi due progetti che possono portare sviluppo”, fa presente Mastroeni che aggiunge: “Molto grave è l’assenza del sindaco De Luca su queste due tematiche. Mai una parola, un’iniziativa che sarebbero centrali per un sindaco di una città come Messina”.

Sui temi dello sviluppo il sindacato svilupperà dopo la grande manifestazione unitaria per il rilancio del Sud di Reggio Calabria nuove iniziative di mobilitazione a livello territoriale e regionale.

Il segretario generale della Cgil Sicilia Mannino sottolinea il monito lanciato: “rilanciare l’economia e l’occupazione, ridando prospettive al mondo del lavoro a partire dai soggetti che più hanno pagato il prezzo della crisi, come i giovani il cui tasso di disoccupazione supera il 50%, mentre prosegue l’emigrazione”. Negli ultimi 15 anni 126 mila giovani tra i 15 e i 34 sono anni andati via dalla Sicilia, ricorda Mannino,  52 mila dei quali laureati. Il neo segretario Cgil Sicilia chiama in causa sia il governo regionale che quello nazionale.

La Cgil Sicilia ha chiesto al governo della Regione un “cronoprogramma” per spendere i 7 miliardi di fondi strutturali disponibili per infrastrutture evidenziando “come gli investimenti infrastrutturali sono una priorità assoluta per la nostra regione perché il quadro deficitario delle infrastrutture condiziona pesantemente lo sviluppo di tutti i comparti del sistema Sicilia. Con risorse proprie risicate, la Regione non può perdere l’occasione data dagli investimenti dei fondi strutturali”. 

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