Mercoledì, 23 Giugno 2021
Economia

Piano qualità dell'aria, i sindacati: "Tavolo tecnico per tutelare la raffineria di Milazzo"

Le nuove regole dettate dalla Regione sulle emissioni inquinanti troppe restrittive per l'impianto. Cgil, Cisl e Uil chiedono l'intervento del governo per scongiurare una grave crisi occupazionale

Dopo l'affondo del sindaco Giovanni Formica, sull'impossibilità della raffineria di Milazzo di rispettare i nuovi limiti posto dal Piano regionale della qualità dell’aria, scendono in campo anche i sindacati a tutela dell'impianto e di migliaia di famiglie.

Cgil, Cisl e Uil esprimono preoccupazione per il futuro della raffineria, rappresentando anche le federazione di categoria dei chimici, metalmeccanici e degli edili che hanno riunito nella sede della Cisl di Messina, in viale Europa, i rispettivi segretari e dirigenti per approfondire la situazione ed analizzare le prospettive a seguito dell’approvazione del piano regionale per la qualità dell’aria.

"Riteniamo fondamentale – affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Giovanni Mastroeni, Antonino Alibrandi e Ivan Tripodi – che le attività industriali sul nostro territorio continuino a produrre nel rispetto delle normative e dell’ambiente. Il territorio del milazzese ha una forte connotazione industriale e le battaglie del sindacato, negli anni scorsi, sono state sempre indirizzate alla prosecuzione dell’attività e alla produzione di reddito che rappresenta una ricaduta importante per tutta la provincia di Messina. Se si ragionerà in termini di integrazione con le aree Zes, inoltre, l’area industriale di Milazzo, inoltre, potrà tornare ad essere il volano produttivo dell’intero territorio. Per questo motivo – continuano – nei giorni scorsi è stata avanzata una richiesta all’Assessore regionale al Territorio ed Ambiente, Totò Cordaro, per un incontro urgente che metta sul tavolo tutte le criticità emerse per il settore petrolchimico dopo l’approvazione del Piano Qualità dell’Area".

Cgil, Cisl e Uil di Messina hanno interessato le rispettive strutture regionali perché il problema posto in essere per il territorio di Milazzo è lo stesso che si vive a Priolo, Augusta, Gela e in tutti i territori dove insistono importanti insediamenti industriali. "Solo con un intervento regionale o nazionale si potrà evitare una crisi occupazionale siciliana senza precedenti, considerato il numero elevato di lavoratori interessati".

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