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I dodici mesi del sindaco, dalle dimissioni irrevocabili al comizio con sorprese in giunta

Un anno fa il primo cittadino consegnava formalmente al presidente del Consiglio Cardile la volontà di non proseguire il mandato. Domani a piazza Unione Europea, invece, il bilancio di un anno e forse le new-entry in amministrazione. Il Pd vuole il confronto in aula

Esattamente un anno fa, il 28 settembre 2018, con una nota al presidente del Consiglio comunale Cateno De Luca annunciava al presidente Claudio Cardile le sue formali dimissioni. Irrevocabili per i rapporti tesi con l'aula sui provvedimenti di giunta. Dopo l'approvazione del "SalvaMessina" i piani del primo cittadino che in Consiglio non conta ancora oggi su un solo consigliere sotto le insegne di Sicilia Vera si era visto spalle al muro. Le dimissioni si sarebbero dovute concretizzare l'8 ottobre con De Luca che aveva chiesto a Cardile una seduta di Consiglio sulla relazione di inizio mandato, il sistema delle Partecipate comunali, le misure urgenti sugli equilibri economici e le dimissioni.

Dodici mesi dopo il sindaco è rimasto in carica, quelle dimissioni non ebbero alcun seguito e domani pomeriggio a piazza Unione Europea alle 17,30 il comizio sull'eredità ricevuta e sull'attività svolta in un anno da sindaco. De Luca - secondo gli annunci delle scorse settimane - dovebbe presentare non solo quanto fatto in dodici mesi ma anche presentare la nuova giunta con il docente Enzo Caruso, ottavo assessore, e una "sorpresona" come confidato ai più stretti collaboratori quale nono assessore. Dovrebbero essere confermati gli assessori attualmente in carica. Sarà così? Come per le dimissioni rassegnate formalmente un anno fa meglio attendere. 

I consiglieri del partito democratico anziché il comizio avrebbero preferito il confronto in aula con il sindaco: "Non vorremmo sembrare sempre quelli che cercano il classico "pelo nell'uovo" ma non possiamo non esprimere il nostro disappunto per la decisione del primo cittadino di aver preferito prima la piazza al Consiglio Comunale nell'esposizione della sua relazione annuale!". Si esprimono così  Libero Gioveni, Gaetano Gennaro, Antonella Russo e Felice Calabrò sulla scelta inusuale del sindaco De Luca di parlare alla folla, anziché all'assemblea che democraticamente la rappresenta. 

"L'invito informale e personale rivoltoci a partecipare al comizio di domani - spiega il gruppo Pd - non può di certo addolcire una pillola che certamente, al cospetto di una chiara mancanza di rispetto istituzionale, non riusciamo proprio ad ingoiare!  E non è per nulla un voler snobbare la cittadinanza che anzi, merita certamente considerazione e coinvolgimento alla partecipazione - chiariscono Gioveni, Gennaro, Calabrò e Russo - ma è fin troppo evidente che  "bon ton" istituzionale avrebbe voluto una scelta differente da parte del primo cittadino.  Pertanto - concludono i consiglieri Pd - nell'augurare al sindaco De Luca un proficuo monologo (visto che quanto esporrà domani in piazza non avrà un contraddittorio), attendiamo al più presto la convocazione del Consiglio comunale sulla relazione del primo anno di attività di questa Amministrazione, in cui certamente non ci sottrarremo al confronto e al dibattito in Aula finalizzato a chiarire e verificare quanto finora è stato fatto e quanto ancora si dovrà fare nell'interesse di una comunità che merita risposte".

De Luca ai consiglieri Pd: "Mi dispiace che abbiano colto l’ulteriore occasione per una polemica strumentale: avevo già spiegato a tutti i gruppi consiliari che avrei comunicato il contenuto della relazione, prima alla cittadinanza e subito dopo avremmo aperto un dibattito in aula consiliare che comunque non sarà tendente a modificare il contenuto della relazione, bensì a esprimere una valutazione. Non c’è nessuna mancanza di rispetto e in ogni caso il contenuto del documento non cambierà. Negli incontri che ho avuto con tutti i gruppi consiliari in questi ultimi quindici giorni, nessuno, dico nessuno ha manifestato alcuna perplessità o contrarietà rispetto a questa metodologia. Avrei anche accettano un’eventuale valutazione negativa, invertendo l’ordine: discutere in consiglio e poi in piazza. È risaputo da oltre un mese che avrei seguito queste tempistiche, ma nessuno dei gruppi mi ha manifestato perplessità, anche per posticipare ulteriormente la relazione che sto presentando in ritardo a causa dei miei problemi di salute”.

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