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Elezioni a Milazzo e Barcellona: c'è intesa nel centrodestra, anzi no

La Lega si dichiara soddisfatta dopo gli incontri della coalizione. Ma il capogruppo all’Ars di Ora Sicilia, Luigi Genovese, racconta un'altra verità: “Prevaricazione e gerarchie preordinate, si tratta di scelte già deliberate altrove e senza consultare gli alleati”

Matteo Francilia e Luigi Genovese

La Lega soddisfatta del lavoro svolto. Ora Sicilia che parla di assenze ingiustificate e iniziative mediatiche non condivise. Pareri diametralmente opposti nel centrodestra sull’accordo per i due candidati “possibili” alle amministrative di primavera a Milazzo e Barcellona.

Se il commissario della Lega in provincia di Messina, Matteo Francilia, dopo gli incontri della coalizione di centrodestra sulle elezioni si dice "soddisfatto del lavoro svolto dal tavolo del centrodestra non solo sui nomi, ma sui programmi e sull'idea di sviluppo dei comuni chiamati al voto", dall’alta parte  il capogruppo all’Ars di Ora Sicilia, Luigi Genovese, parla di “criticità da chiarire”.

Non c’è dubbio che si dovrà tornare al tavolo delle trattattive sui nomi  individuati dai capigruppo di Lega e di Forza Italia al parlamento siciliano, Antonio Catalfamo e Tommaso Calderone, che non hanno dubbi e non sembrano disposti a fare passi indietro su Damiano Maisano per Milazzo e Pinuccio Calabrò per Barcellona.

Ma andiamo per ordine.

Il commissario del Carroccio annuncia che "a Milazzo è stata raggiunta un'intesa sul candidato della Lega, Damiano Maisano" e, aggiunge, "la stessa lealtà che ci è stata mostrata per quanto concerne Milazzo, con il riconoscimento dei nostri meriti, la metteremo in campo anche noi nei confronti degli alleati su Barcellona, dove faremo di tutto affinché si possa trovare anche in questo comune la sintesi e si scelga una persona che possa al meglio incarnare il programma che tutta la coalizione ha in mente per lo sviluppo della città", conclude Francilia.

Dichiarazioni che confliggono con quelle del capogruppo all’Ars di Ora Sicilia, Luigi Genovese: “Nell’ultima settimana ho partecipato a due distinti incontri a cui erano presenti assessori, deputati regionali e nazionali in rappresentanza di tutte le anime del centrodestra. Il fine di queste riunioni era la ricerca di un percorso sinergico come presupposto necessario per la scelta di profili adatti alla candidatura a sindaco nei due comuni della provincia tirrenica. Ma il primo messaggio, lampante, era già arrivato dagli assenti ingiustificati a quegli incontri, che invece hanno scelto di affidare il loro pensiero ad una serie di iniziative mediatiche non condivise nemmeno con i rispettivi partiti di riferimento. E quel messaggio era chiaro: le scelte erano già state deliberate altrove, a quanto pare. Ciononostante - prosegue Luigi Genovese – mi sono approcciato alla questione con spirito inclusivo, dando priorità alla logica di coalizione, quindi al principio dell’alleanza tra individui che si riconoscono in valori condivisi. Evidentemente, però, quanto emerge in questi giorni palesa una visione per così dire “alternativa” del principio stesso di coalizione, una visione che sconoscevo, fondata su una logica spiazzante: decidere aprioristicamente senza consultare gli alleati, che evidentemente non vengono considerati tali, vanificando pertanto il senso stesso degli incontri in questione. Questo non è accettabile: un’alleanza si basa sulla concertazione, non di certo sulla prevaricazione legata alla singolare idea che esistano gerarchie preordinate».

Più vicino alla posizione di Genovese, Mario Briguglio di Idea Sicilia- Popolari. “Avendo assistito personalmente a due riunioni (la prima in religioso silenzio), per capire e tentare in tutti modi di condividere un progetto unitario di centrodestra, non posso sottrarmi nell'esprimere la mia grande amarezza constatando il tentativo (sbagliato!) di volersi dividere il territorio come si fa al mercato – è la dura nota di Briguglio -  Ho ricordato ai presenti che se Nello Musumeci è il presidente della Regione, lo è diventato grazie al contributo di tutte le forze politiche scese in campo nel novembre 2017. Tutti sanno che il confronto condiviso viene prima di tutto.  Tutti hanno il diritto di esprimere la propria opinione e per chi fa politica da sempre è basilare ascoltare tutti gli interlocutori seduti attorno ad un tavolo. Ahimè invece no.  Si vuole imporre tutto,  uomini,  idee e progetti. Inaccettabile,  irricevibile. Ritorniamo a discutere tutti insieme senza pregiudiziali e preconcetti. Per un accordo vero. Per tutti”.

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