Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Posto fisso a 4.600 precari, via libera al piano regionale: “Una battaglia di civiltà”

Parere favorevole del governo d'intesa con la commissione bilancio. Armao: “Non comporta aumenti di spesa e restituisce dignità a migliaia di famiglie siciliane”. Soddisfatti anche Lo Giudice e Laccoto, primo firmatario del disegno di legge che nella provincia di Messina interessa 1800 persone tra ex Lsu e Asu

Parere favorevole del Governo regionale, d'intesa con la Commissione bilancio dell'Assemblea regionale siciliana, per la stabilizzazione dei lavoratori Asu da anni condannati al precariato. 

"La stabilizzazione di tale risorsa umana, impegnata nei Comuni, nelle Aziende sanitarie provinciali e nelle Camere di Commercio dell'Isola - commentano gli assessori al Lavoro Antonio Scavone, alle Autonomie locali Marco Zambuto e all'Economia, Gaetano Armao - non comporta aumenti di spesa e restituisce dignità a migliaia di famiglie siciliane". Per il presidente della Regione Nello Musumeci "il voto di oggi costituisce una ulteriore, importante tappa nel processo di fuoriuscita dal precariato di migliaia di lavoratori per troppo tempo rimasti pegno umano della peggiore politica".

Il via libera giunto dalla commissione Bilancio dell'Ars allo stanziamento di ulteriori 15 milioni di euro - che si sommano ai 37milioni e mezzo attualmente impegnati dalla Regione  - consentirà di stabilizzare 4.751 lavoratori Asu siciliani.

“Un grande risultato, grazie al quale dopo quasi 25 anni al servizio di Regione, Comuni, Aziende sanitarie e altri Enti usciranno finalmente e con merito dal precariato, con una stabilizzazione iniziale fino a 16 ore settimanali", dice Alessandro Aricò, capogruppo all'Assemblea regionale siciliana di DiventeràBellissima.

Soddisfatto l’onorevole Giuseppe Laccoto che è il primo firmatario di un disegno di legge che si propone di scrivere la parola fine ad un percorso di precariato che si trascina da quasi 30 anni per una platea di circa 4600 lavoratori tra ex Lsu e Asu, di cui 1800 della provincia di Messina.

“La Commissione è riuscita a reperire queste risorse nelle pieghe del bilancio dopo un lavoro lungo diverse ore – commenta Laccoto. Non sono somme sufficienti a sancire la stabilizzazione con un monte ore minimo di 18 ore, ma rappresentano comunque un passaggio fondamentale, significativo della volontà politica di chiudere la stagione del precariato per migliaia di persone che hanno prestato loro opera nelle Pubbliche Amministrazioni siciliane rendendo servizi anche indispensabili ma, al tempo stesso, senza nessuna garanzia dal punto di vista della tutela previdenziale”.

Sul risultato anche l’intervento di Danilo Lo Giudice, deputato regionale di Sicilia Vera. "Quando sono nati i lavoratori socialmente utili probabilmente io ancora giocavo con le macchinette, oggi finalmente proviamo a chiudere una delle pagine più vergognose del precariato siciliano” scrive Lo Giudice che sottolinea come questo risultato sia "frutto di un lavoro incessante iniziato già lo scorso anno e che consentirà finalmente un futuro certo e dignitoso a migliaia di lavoratori e alle lor famiglie. Credo che oggi – conclude - abbiamo scritto una pagina importante, gettando le basi per chiudere definitivamente la pagina del precariato in Sicilia."

"E' stata vinta una battaglia di civiltà e dignità, questi lavoratori dopo circa 20 anni attendevano risposte" per Luca Sammartino (Iv), presidente della commissione Cultura, formazione e lavoro dell'Assemblea regionale siciliana. Un emendamento, ricorda il parlamentare, "voluto dalla V commissione, che mi onoro di presiedere, che lo ha sostenuto da subito votandolo anche all'unanimità". "Il dibattito è stato serrato in seconda commissione ma siamo riusciti a trovare le somme per garantire a questo personale la fine del precariato e un futuro lavorativo stabile e sereno per loro e le loro famiglie - aggiunge -. Ringrazio il Governo regionale per la sua attiva collaborazione, dando parere favorevole, il presidente della commissione Bilancio Riccardo Savona e tutte le forze parlamentari che hanno sostenuto una norma storica". 

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