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La Regione nomina il commissario ad acta per i Tso, atteso l'arrivo a Palazzo Zanca

Dovrà firmare per il caso del giovane rimasto bloccato a casa dopo il vuoto amministrativo creato a seguito delle dimissioni del sindaco e della sua giunta ma anche per una proroga di Trattamento sanitario obbligatorio. Le proteste dei consiglieri di Pd-Liberame

La Regione ha nominato Daniela Leonelli come commissario ad acta per i Tso. In queste ore è in viaggio da Palermo dove è atteso per le firme a Palazzo Zanca.

La decisione dopo il caso che si è presentato ieri di un ragazzo in difficoltà che ha dato in escandescenze ma non si è potuto procedere con il ricovero per il vuoto amministrativo che si è creato a seguito delle dimissioni del sindaco Cateno de Luca e della sua giunta.

Il commissario dovrà firmare sia per poter procedere al ricovero del ragazzo all’ospedale Papardo sia per la proroga di un altro Trattamento sanitario obbligatorio di un paziente già ricoverato nello stesso ospedale.

E’ stato il segretario generale del Comune, con una nota inviata al presidente della Regione Siciliana, a comunicare la problematica rappresentando l’urgenza della nomina  di un commissario ad Acta per l’adozione dei singoli provvedimenti di Tso che sono già stati richiesti dalle strutture sanitarie. Ma anche, più complessivamente, della nomina del commissario straordinario del Comune di Messina già richiesta dall’ormai ex sindaco De Luca pochi giorni prima le sue dimissioni.

Sul vuoto amministrativo che si è venuto a creare, sono intervenuti anche i consiglieri comunali dei gruppi Pd-Liberame, Gaetano Gennaro, Antonella Russo, Felice Calabrò, Alessandro Russo, Biagio Bonfiglio e Massimo Rizzo.

“Le dimissioni di massa dell’intera giunta – scrivono - dopo la prima fuoriuscita anzitempo dell’assessore Calafiore (probabilmente scappata dal controllo mediatico dell’ex primo cittadino) dimostrano, ancora una volta, che le finalità che finora hanno perseguito tutti gli assessori sono solo quelle di assecondare i voleri ed i capricci del loro capo politico, e non certamente gli interessi dei cittadini. Tutti hanno compreso - anche chi aveva, o ancora ha, simpatia per De Luca - che la sua mossa di lasciare anzitempo la carica di sindaco, per perseguire le sue velleità di scalata al potere regionale, ha creato una grave vacatio istituzionale e amministrativa, che solo in parte sarà colmata dalla nomina del commissario regionale. De Luca, ordinando anche la dimissione del vice sindaco, ha impedito, di fatto che in questo periodo di attesa della nomina commissariale la città avesse una figura istituzionale che si occupasse delle quotidiane emergenze. Dispiace dover constatare che tutti gli assessori hanno obbedito a questi ordini, che certamente rispondo solo a finalità di natura elettoralistica, senza pensare minimamente alle esigenze dei cittadini messinesi, lasciati totalmente allo sbando, in un deserto di rappresentanza istituzionale che MAI fino ad ora si era verificato in città”.

Secondo i consiglieri “assistiamo non soltanto alla paradossale problematica legata al mancato Tso di un malato perché la città è priva della massima autorità sanitaria locale, ma siamo in condizioni di dover assistere alla necessità di chiedere la nomina di un commissario ad acta che si sostituisca al sindaco per l’emanazione di un qualsiasi atto amministrativo di sua pertinenza. E ciò perché De Luca, che ormai appartiene, come i suoi predecessori, a “quelli che c’erano prima”, ha sacrificato la città per i suoi disegni politici, facendola abbandonare anche dal suo vice”.

Ai mancati provvedimenti il gruppo Pd-Libera Me inserisce anche quelli legati ad eventuali emergenze meteo. “Solo per fare un esempio: se le gravi condizioni meteo di due sere fa avessero richiesto la chiusura delle scuole, nessuno avrebbe potuto disporla se non un commissario ad acta regionale, con i tempi di nomina che ben conosciamo… Tutto ciò è inaccettabile, e siamo certi che la città saprà valutare questi comportamenti di un’intera squadra che si era proposta di guidare fino alla fine del mandato una comunità, ma che poi, di fatto, l’ha lasciata allo sbando solo per bramosia di potere, niente di più!”.

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