Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Centro / Via Tommaso Cannizzaro

Le accuse di De Lucia alla polizia municipale e l'articolo 366 del codice di procedura penale sugli esposti del sindaco

Il richiamo del procuratore capo alla polizia giudiziaria dei vigili urbani riguarda il deposito di atti cui hanno diritto di assistere i difensori. Sulle presunte violazioni non trovano conferme indagini in corso mentre sulla nota del magistrato interviene il Silpol

Se ci sia un'indagine in corso su presunti abusi di ufficio o omissioni di atti d'ufficio non è dato sapere. E' certo che la nota del procuratore capo Maurizio De Lucia al sindaco Cateno De Luca trasmessa anche al prefetto e al procuratore generale della Corte d'Appello dia adito a interrogativi. Le accuse formulate nel documento che ha visto la replica del sindacato di polizia locale Sulp sono particolarmente gravi: ovvero che la polizia giudiziaria della Municipale ha agito - secondo il magistrato - "in totale e non consentita autonomia". Si parla di violazioni di regole del codice di procedura penale, vedi articolo 366 del C.p.p. sul deposito degli atti cui hanno diritto di assistere i difensori. Il procuratore segnala su esposti del primo cittadino che sono state mutuate le disposizioni di legge. 

L'articolo 366 del Codice di procedura penale

 "Salvo quanto previsto da specifiche disposizioni i verbali degli atti compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria ai quali il difensore ha diritto di assistere sono depositati nella segreteria del pubblico ministero entro il terzo giorno successivo al compimento dell'atto, con facoltà per il difensore di esaminarli ed estrarne copia nei cinque giorni successivi. Quando non è stato dato avviso del compimento dell'atto, al difensore è immediatamente notificato l'avviso di deposito e il termine decorre dal ricevimento della notificazione. Il difensore ha la facoltà di esaminare le cose sequestrate nel luogo in cui esse si trovano e, se si tratta di documenti, di estrarne copia. Il pubblico ministero, con decreto motivato, può disporre, per gravi motivi, che il deposito degli atti indicati nel comma 1 e l'esercizio della facoltà indicata nel terzo periodo dello stesso comma siano ritardati, senza pregiudizio di ogni altra attività del difensore, per non oltre trenta giorni. Contro il decreto del pubblico ministero la persona sottoposta ad indagini ed il difensore possono proporre opposizione al giudice, che provvede ai sensi dell'articolo 127". De Lucia ha invitato l'ente interessato, in questo caso il sindaco che è a capo delle attività della polizia municipale, ad adeguare il comportamento degli agenti. E' in corso un'inchiesta? 

De Lucia: "Indagini della polizia municipale in totale autonomia"

L'opinione del Silpol

Sulla nota di De Lucia interviene il sindacato Silpol con il segretario provinciale Pippo Gemellaro: "Lungi dal voler entrare nel merito dei documenti in possesso della Procura, per i quali le valutazioni sono riconducibili alla diretta osservazione del Magistrato, tuttavia nel merito dell'organizzazione e delle prerogative della Polizia Municipale, sotto il profilo degli aspetti giudiziari, ci teniamo ad esprimere alcune considerazioni che tendono a dare un giusto risalto al ruolo svolto dalla stessa per non farla apparire ingiustamente troppo penalizzata e svuotata di contenuti. E' prassi consolidata, nelle strutture più complesse di P.M., la costituzione, accanto alla sezione di P.G. istituita presso le Procure, di sezioni che svolgono il precipuo compito di coordinamento, approfondimento e sviluppo di atti che sono propri dell'attività della Polizia Municipale. E' chiaro altresì che le modalità di svolgimento di dette attività devono essere inquadrate nell'ambito delle prerogative di legge che regolano la materia e nella fattispecie quelle previste per la Polizia Locale.

Non vi è alcun dubbio - conclude Gemellaro - che le limitazioni ordinamentali evidenziate dal Procuratore attengono alle criticità di funzionamento delle Polizie Locali alla cui evoluzione operativa, che oggi gli riconosce funzioni sempre  più assimilate a quelle delle altre Forze di Polizia, non ha corrisposto, nel tempo, altrettanto adeguamento normativo. Ne è conferma anche il costante coordinamento operativo con le altre Forze in virtù dei vari Decreti Sicurezza vigenti e per ultimo la recente pandemia che vede la Polizia Municipale strumento portante nell'assetto di sicurezza e legalità dei territori urbani. Vi è un punto dolente, che costituisce anche richiamo del Procuratore, ovvero quello di determinare un assetto organizzativo della struttura di P.M. che regoli e vigili sull'attività prodotta e sul rispetto delle regole da parte di chi opera. Non sfuggirà ai più, ed è argomento che ormai da qualche anno stigmatizziamo, l'assenza di un Comandante del Corpo che abbia le attribuzioni di legge che gli consentano di poter intervenire e vigilare in modo competente su tale delicata materia. La realtà è che oggi l'Amministrazione Comunale continua ad individuare una figura dirigenziale che è avulsa dal contesto di specificità che caratterizza un Corpo e ciò si traduce in un assetto strutturale inadeguato, carente ed assai precario dal punto di vista direzionale il che costituisce un vulnus per l'intera struttura. Ciò non toglie, ed è rilevabile dai fatti, che l'attività  diuturnamente svolta dagli addetti di P.M.  è assolutamente improntata al rispetto delle regole". 
 

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