Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

“Dottore, posso lavarmi le mani? Ho schiacciato il pulsante dell'ascensore”, paure e incubi da coronavirus

C'è chi fa incetta di detergenti intimi antibatterici perchè non trova amuchina e chi pensa che la vitamina D sia un antitodo al Covid-19. Tra il serio e il faceto, telefonate e le richieste più strane mentre la psicosi impazza. L'aggiornamento dell'assessore alla Salute in Sicilia

Prima ha inveito contro il negoziante perché non aveva più amuchina, poi ha fatto incetta del detergente intimo perché aveva scritto “antibatterico”. Se ne sentono delle belle in tempi di Coronavirus.

E’  accaduto nel negozio di detersivi vicino Casa Pia, e il commerciante ci ride ancora su pensando alla signora preoccupata. Ma non è l’unico episodio che sintetizza il livello di paura irrazionale rispetto una malattia che sempre più assume i connotati di una normale influenza, da non sottovalutare ma neanche da temere come la peste bubbonica.

Lo ha ribadito anche l’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza oggi in conferenza stampa. “In Sicilia sul problema coronavirus ci sono un controllo e un monitoraggio costanti” ma "non esiste alcuna ragione di allarme". I tamponi realizzati in Sicilia sono stati più di trecento. Il rapporto tra il numero di tamponi effettuati e i casi sospetti positivi vede la Sicilia in linea con le altre regioni più lontane dall'area di contagio".

Dei sette casi attualmente confermati dalla Protezione civile nazionale, tre sono stati riscontrati a Palermo, altrettanti a Catania e uno a Ragusa. "Questi sette casi, comunicati oggi con l'aggiornamento delle 18, sono persone essenzialmente asintomatiche, e quindi in isolamento domiciliare, o guarite, e nonostante ciò mantenute in isolamento domiciliare - ha aggiunto Razza -. Soltanto due di questi sette casi si trovano in ricovero ospedaliero, e comunque nessuno in Terapia intensiva".

Eppure, nonostante i dati e il decorso della malattia sia in gran parte indolore, continuano incessanti le richieste più strampalate.

Al 118 di Messina, pochi giorni fa, anche la telefonata allarmata di una signora che chiedeva ai medici di fare verifiche sul figlio perché aveva la febbriciattola e additava il vicino di casa quale untore perché secondo lei a rischio e “colpevole” di essere stato qualche giorno in vacanza.

Ma c’è anche chi chiede la prescrizione di antibiotici senza avere alcuna patologia convinto che possa essere protetto così dal virus.

In una farmacia del centro una distinta signora ha chiesto addirittura la vitamina D come “antitodo” al Coronavirus e giura che glielo ha consigliato il medico.

Eppure non mancano le informazioni su come ci si deve comportare. Dalle Faq del ministero della Salute, la sintesi è perfetta sia per le regole da seguire di normale igiene – ad esempio lavarsi spesso le mani – sia su come ci si deve comportare se si sospetta il contagio.

Ma il cortocircuito dovuto forse a un sovraccarico di informazioni ha generato l’effetto opposto a quello ricercato, alimentando le psicosi, invece di disperderle. Quello di lavarsi le mani ad esempio, all’Asp di Messina sembra essere diventato lo sport preferito.

“Dottore mi scusi, posso lavarmi le mani? Sa, ho schiacciato la pulsantiera dell’ascensore”, è la frase ricorrente ancora prima del buongiorno.

Ci scherzano i sanitari dello stabile di via del Vespro, preoccupati non tanto dal Coronavirus quanto della necessità di una sanificazione a prescindere dal Covid19 perché in ascensore le pulsantiere sono davvero sudice da anni. Chissà che con la scusa non si corra ai ripari. Una speranza, alimentata dal potenziamento dell’attività di igiene nei bagni, che dovrebbe riguardare anche il piano terra dove si creano vere e proprie pozzanghere di fango legate a una perdita non riparata.

Nelle foto in basso la pulsantiera dell'ascensore e il secchio per la perdita d'acqua negli uffici di via del Vespro

articolo modificato il 3 marzo 2020 alle 18 // aggiunte foto

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