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Tangenti al Policlinico: "Sconosciuto il numero dei viaggi, ma la ditta ha intascato 3 milioni in più"

Dall'inchiesta che ha portato a due arresti per corruzione emerge che la "Italy Emergenza", che si era aggiudicata il servizio di trasporto dei malati nel 2012, non avrebbe mai comunicato il dettaglio del servizio reso. Sarebbero stati inoltre inseriti nelle fatture 16 mila euro al mese per un infermiere

Il Policlinico avrebbe versato pacchi di soldi, addirittura quasi 3 milioni in mezzo in più del dovuto, secondo la Procura, ma senza mai avere un quadro dettagliato - e neppure generale - dei servizi compiuti dalla "Italy Emergenza", che si era aggiudicata nel 2012 il servizio di trasporto dei malati all'interno dell'ospedale. Come hanno riferito i vertici della struttura sanitaria, infatti, la documentazione legata ai pagamenti sarebbe stata incompleta e sarebbero state inserite voci in più, che in realtà avrebbero dovuto essere già comprese nel costo pattuito dopo la gara. Un'operazione che avrebbe portato un vantaggio alla ditta di Messina, allora rappresentata dall'imprenditore messinese Alessandro Cacioppo, e che sarebbe stata possibile grazie alla complicità di Maurizio D'Angelo, ex segretario del Dipartimento dei servizi centrali del Policlinico. Che infatti, secondo il procuratore aggiunto Sergio Demontis, avrebbe intascato 130 mila euro di tangenti per i suoi "servigi".

"Il patto illecito"

Dall'ordinanza di custodia cautelare del gip Walter Turturici, che ha fatto finire i due ai domiciliari, dopo le indagini del Nas dei carabinieri e della guardia di finanza, emergono tutta una serie di incongruenze che fanno concludere al giudice che gli indagati "hanno stretto un patto illecito che, lungi dal connotarsi in termini di occasionalità o episodicità, ha assunto una configurazione tale da delineare una stabile relazione delittuosa, idonea a tradursi in ulteriori condotte riconducibili alla fattispecie corruttiva".

Gli oltre 3 milioni pagati in più

Delle presunte irregolarità si sarebbero accorti i vertici del Policlinico, che non solo avevano deciso di fare degli accertamenti con un'équipe specifica e anche di segnalare il tutto agli investigatori. Dalle verifiche sarebbero emersi tra 2012 e il 2017 degli "scostamenti economici", ovvero delle somme in più che il Policlinico avrebbe pagato per il trasporto: nello specifico, 457.769,49 euro per il 2012, 41.662,44 euro per il 2013, 277.842,05 euro per il 2014, 481.400,73 euro per il 2015, 410.341,87 euro per il 2016 e 551.305,08 euro per il 2017. Per un totale di 2 milioni 483.068,53 euro, che in realtà ammonterebbe a una somma superiore, 3 milioni 367.799,83 euro, perché in modo "arbitrario" sarebbe stato aumentato un canone di oltre 56 mila euro rispetto ai quasi 74 mila previsti dall'accordo.

Un'altra cosa anomala per gli inquirenti è che, come emerge dagli atti, nonostante a vincere la gara fosse stato un Rti (raggruppamento temporaneo d'imprese), i pagamenti sarebbero stati sempre e solo in favore della "Italy Emergenza". 

L'ex direttore amministrativo: "Mai fornito il dettaglio dei servizi resi"

L'ex direttore amministrativo del Policlinico, Fabrizio Di Bella, tra le altre cose, ha spiegato agli investigatori che la ditta avrebbe dovuto fornire in modo dettagliato tutti i trasporti che quotidianamente effettuava, anche attraverso una piattaforma informatica. Ma, come ha dichiariato, "non risulta che siano stati mai trasmessi file per la consuntivazione dei servizi effettuati". Inoltre il testimone ha precisato che l'azienda avrebbe dovuto fare "200 trasporti giornalieri in media" e "233 mensili e complessivi 85 mila annui di trasporti con il pulmino". Dai documenti emergerebbe per esempio che non sarebbe mai stata neppure indicata la targa delle ambulanze utilizzate e che il visto sarebbe stato sempre quello di D'Angelo.

La testimone: "Nessun report dei mezzi utilizzati e dei pazienti trasportati"

Rosalia Bonafede, che era subentrata prorpio all'indagato, a sua volta ha chiarito che avrebbe dovuto fare un periodo di affiancamento con lui ma "in quella data ha provveduto solamento a smontare sia il pc fisso dell'amministrazione sia il portatile per trasferirli nella clinica medica ove era stato trasferito", ha messo a verbale. In più "non è stato effettuato alcun passaggio di consegne nonostante fosse indicato nel provvedimento. Ho controllato la documentazione e le fatture allegate sono sprovviste delle specifiche relative ai servizi resi, manca il report dei pazienti trasportati e dei mezzi utilizzati per il trasporto", ha confermato anche lei.

I 16 mila euro al mese in più per un infermiere

Gli inquirenti hanno anche riscontrato che ogni mese sarebbe stato aggiunto un pagamento per un infermiere disponibile 24 ore su 24 sulle ambulanze: 15.833,33 euro fino al 2015 e successivamente 16.087,42 euro al mese, ma in realtà, secondo l'accusa, questo servizio avrebbe dovuto essere compreso nella somma pattuita dopo la gara.

Il gip: "Ingente danno erariale"

Il gip rimarca che D'Angelo "per più anni ha apposto su atti del procedimento amministrativo di liquidazione delle spese la dichiarazione attestante la regolare esecuzione del servizio, in tal modo asserverando la conformità dello stesso al capitolato speciale di appalto e la congruità del corrispettivo esposto in fattura rispetto al contratto e/o valore dell'aggiudicazione, quando, invece, non risultava rispettato quanto previsto dagli articoli 21 e 24 del predetto capitolato", cioè queli relativi alla documentazione da fornire, in particolare quella con il dettaglio dei trasporti compiuti.

"Dette condotte di Maurizio D'Angelo - contrarie ai doveri di ufficio - hanno prodotto - afferma il giudice - l'ingente danno erariale correlativamente procurando al soggetto aggiudicatario del servizio di trasporto degli infermi, affidato dal Policlinico, un indebito arricchimento".

"Atti esorbitanti per avvantaggiare il privato corruttore"

Inoltre, secondo il giudice, "D'Angelo è direttamente intervenuto nei procedimenti amministrativi relativi alla liquidazione dei compensi dovuti per lo svolgimento del servizio di trasporto infermi all'interno del Policlinico e, in tale qualità, ha compiuto atti esorbitanti dai limiti della discrezionalità amministrativa, così agendo non già in vista del perseguimento delle finalità pubblicistiche e della corretta comparazione degli interessi in gioco, bensì al fine di avvantaggiare il privato corruttore, dal quale, invero, è stato remunerato per i servigi sistematicamente resi in un arco di tempo pluriennale".

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