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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca

Autostrade, tutto quello che doveva succedere ma non è ancora successo

Da Ritiro a Letojanni fino alla tangenziale, anche il 2023 rischia di passare invano. Tutte le incompiute e gli imprevisti in salsa messinese. Un film a metà tra horror e fantasy

 "Ritiro e Letojanni pronti a metà 2023". Così diceva a fine 2022 l'ex direttore generale del Cas Salvatore Minaldi. Un annuncio, l'ennesimo, all'insegna di tutto che quello che poteva essere e non è stato. In quel di contrada Scoppo poco o nulla si è mosso, anzi la cronaca degli ultimi giorni ci ricorda che la situazione è addirittura peggiorata. Il braccio di ferro in atto tra Consorzio e Toto Costruzioni tiene sotto scacco i lavori sul viadotto Ritiro. Mezzi fermi, operai con le braccia incrociate e tanta amarezza per un'opera completa al 90% ma ancora lontanissima dall'essere consegnata a una città che attende da anni. Il nodo pagamenti va risolto al più presto, in ballo ci sono quei 6 milioni che l'azienda abruzzese rivendica, un credito finora non riconosciuto che ha comportato la drastica decisione di fermare il cantiere. Nelle ultime ore tra le due parti sembra essere tornato il sereno, ma sul viadotto i lavori restano fermi.

Poi c'è la questione Bypass Baglio. Tralasciando il suo debutto tutt'altro che fortunato con tre incidenti in poche ore e altrettante chiusure, piove sul bagnato se ci si sofferma sulle dichiarazioni della stessa Toto Costruzioni che ha realizzato la bretella anticipando 1,3 milioni e terminando i lavori già lo scorso gennaio. Ma il collaudo è avvenuto soltanto quattro mesi dopo: "Un tempo irragionevolmente lungo - spiega in una nota Toto Costruzioni-   che ha condannato Messina a rimanere bloccata da situazioni di traffico al limite della gestibilità".

L'ultimo capitolo di un film a metà tra orrore e fantascienza che viene proiettato da anni. In prima fila siedono i messinesi, ma lo "spettacolo" riguarda migliaia di siciliani o di turisti che a breve torneranno a percorrere l'A20 ignari di tutto. Credere agli obiettivi che con tanto ottimismo vengono annunciati dai vertici del Cas è ormai complicato, i buoni propositi alla fine sono sempre gli stessi perchè il 2022 sembra sia trascorso invano e il 2023 ha buona probabilità di fare altrettanto.

Poi c'è Letojanni e la sua frana targata 2016. Anche in questo caso la deadline di Minaldi era metà 2023. Ma ritardi e imprevisti non sono mancati e adesso si guarda con fiducia alla fine dell'estate.

Ritiro e Letojanni sono gli attori principali del film, ma rischiano di mettere in ombra un'altra grande protagonista: la tangenziale. La rivoluzione annunciata non è partita e quei chilometri che separano Tremestieri da Giostra riportano alla trama horror-fantascienza di cui sopra. Buche, avvallamenti, carenza d'illuminazione, segnaletica assente o poco visibile, tratti ad unica carreggiata a causa delle barriere vetuste e ancora non sostituite. Ciliegina sulla torta il tocco di modernità dei totem digitali installati agli svincoli di Messina e provincia. A distanza di mesi sui display si legge "prove tecniche in corso" e le notizie su incidenti, lavori in corso e viabilità si apprendono solo via social, con un patto di mutuo assistenza scritto virtualmente dagli utenti che ogni giorno percorrono le autostrade. Fuori dagli schermi degli smartphone ci sono i fogli a quadretti scritti a penna che informano gli automobilisti durante il passaggio al casello. Per risolvere il lungo elenco di criticità il Cipes aveva stanziato 24 milioni e 300mila euro, ma è poi subentrata la necessità di rivedere il piano tariffario in virtù dell'aumento del costo delle materie prime. Servono almeno altri due milioni per finanziare l'intervento straordinario e la palla è nuovamente in mano al Ministero.

E come non dimenticare lo stop ai lavori sull'A20. Lo scorso 26 aprile Tosa Appalti ha annunciato di aver fermato i cantieri di rifacimento dell'asfalto tra Rometta e Milazzo. L'azienda lamenta i il mancato pagamento di diversi stati d’avanzamento lavori, nonché le somme per fronteggiare l’aumento eccezionale dei prezzi dei materiali da costruzione,  dei carburanti e dei prodotti energetici, previste dai decreti “caro materiale 2021” e “Aiuti 2022”, per un ammontare di circa 11 milioni di euro. A ciò vanno ad aggiungersi altri 5 milioni, ancora non percepiti, per lavori sempre appaltati dal Cas e già ultimati da tempo.

Intanto, il neo presidente Filippo Nasca ha fatto la voce grossa annunciando anche la volontà di far cadere qualche testa. Dichiarazioni forti a cui però devono seguire finalmente i fatti. Intanto prepariamoci all'ennesima estate rovente come l'asfalto rattoppato delle autostrade messinesi.

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