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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca

Il Cas 'fa pace' col Ministero e programma il futuro, Minaldi: "Ritiro e Letojanni pronti a metà 2023"

Rientrato il pericolo revoca della concessione. L'aumento dei prezzi ritarda i lavori in tangenziale, resta il nodo barriere e gallerie. "Per adeguarle tutte servono oltre 500 milioni"

Pace fatta tra Ministero e Cas che nell'estate 2021, dopo il pressing targato 5 Stelle, rischiava la revoca della concessione delle autostrade. La nota con cui il governo ha dichiarato conclusa l'attività preliminare alla rescissione del contratto di gestione, mette il Consorzio al riparo. Parte da questo dato il direttore generale Salvatore Minaldi, ancora in sella nonostante la pensione in virtù di un incarico a titolo gratuito esteso per un anno dal consiglio direttivo. Una nomina su cui, come precisato dallo stesso Minaldi, "ogni perplessità è stata risolta con opportuni pareri legali". L'anno si sta per chiudere ed è tempo di bilanci anche in quel di contrada Scoppo. I buoni propositi alla fine sono sempre gli stessi perchè, se si guarda alle grandi opere ancora in attesa di completamento come viadotto Ritiro e frana di Letojanni, sembra che il 2022 sia stato vano. Piccoli passi sono stati compiuti, ma i messinesi per poter essere soddisfatti attendono la definitiva chiusura dei cantieri. E se a ciò aggiungiamo lo spauracchio blocco dei lavori a Ritiro e licenziamento degli operai, c'è poco da stare sereni.

Ma Minaldi resta ottimista in virtù dei tanti progetti che presto vedranno la luce. "Stiamo portando avanti interventi di manutenzione straordinaria per 300 milioni e altri 150 sono stati stanziati con delibera Cipes. Purtroppo il costo totale aumenterà a 625 milioni per i rincari a livello internazionale causa guerra e inflazione. Io continuo a metterci passione, ricordo che nel 2018 avevamo tutti contro e il Cas era in un tunnel senza via d'uscita, ho accettato la sfida. In questi quattro anni abbiamo convinto il Ministero sulle nostre competenze per gestire l'autostrada, abbiamo stanziato 48 milioni per indagini su ponti, viadotti e gallerie e sono soddisfatto di aver sbloccato un ulteriore finanziamento di 9,5 milioni per i monitoraggi dinamici. La strada è ancora lunga, serve tempo e ovviamente fondi perchè le nostre casse possono coprire fino ad un certo punto".

Viadotto Ritiro e frana di Letojanni completati entro metà 2023

Gli scongiuri sono d'obbligo, visti i trascorsi, ma prevedere tra pochi mesi il completamento del viadotto Ritiro e dei lavori sul viadotto di Letojanni colpito dalla frana non è un azzardo. "Per quanto riguarda il viadotto Ritiro - spiega Minaldi - è opportuno innanzitutto smentire ogni criticità. I lavori vanno avanti e i ritardi fin qui registrati non sono imputabili al Cas. Entro Natale la rampa che evita il bypass di dieci chilometri sarà pronta, è stata necessaria una palificazione del terreno vista la complessità della zona dove sono stati realizzati i ponti da mettere in comunicazione. Poi servono altre opere tra cui un altro bypass a Boccetta per il quale sarà necessario chiudere la tratta Giostra-Messina Centro".

Siamo agli sgoccioli per quanto riguarda Letojanni. "Già convocata una conferenza regionale per approvare la variante. I lavori sono a buon punto, le opere strutturali sono già state fatte e la previsione di una sola galleria, lato monte, rende tutto più agevole. Chiuderemo anche qui a metà 2023".

Tangenziale, illuminazione carente e asfalto e barriere da rifare dopo 55 anni

Una vera rivoluzione attende la tangenziale, almeno per quel che riguarda il rifacimento dell'asfalto . Sono in programma interventi mai realizzati prima che prevedono la sostituzione di tutti gli strati che compongono la pavimentazione. Per far ciò il Cipes ha stanziato 24 milioni e 300mila euro, ma negli ultimi mesi è subentrata la necessità di rivedere il piano tariffario in virtù dell'aumento del costo delle materie prime. Servono almeno altri due milioni per finanziare l'intervento straordinario e la palla è nuovamente in mano al Ministero.

C'è poi il capitolo illuminazione. È in corso la verifica sulle condizioni dei singoli pali, la maggioranza dei quali da anni non emette più luce. I tecnici stanno riscontrando eventuali problemi di corrosione e solo successivamente si procederà per il nuovo impianto di illuminazione a led. Si procederà con fondi stanziati dallo stesso Cas.

Più complesso il discorso riguardante le barriere. Molte risalgono agli anni Settanta e devono essere sostituite. Per questo si circola solo sulla parte centrale della carreggiata in alcuni viadotti della tangenziale. In fase di completamento i progetti per i ponti Guglielmo e Mastroguglielmo per un importo di 1 milione e 300mila euro. Ma per sostituire tutti i guardrail dell'intera rete servirebbero almeno 250 milioni di euro, attualmente se ne spendono tra lavori in corso e finanziamenti, solo 58 milioni.

Altri progetti e il nodo gallerie: adeguarle tutte costa 400 milioni di euro

Tra i lavori già finanziati ci sono quelli relativi alla ricostruzione del cavalcavia demolito a Spadafora, la posa delle barriere acustiche ad Alì Terme. In programma la riqualificazione delle gallerie Calavà, Taormina e Giardini. Adeguarle tutte (200 di cui 80 lunghe oltre i 500 metri) costa 400 milioni di euro.

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