Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Autostrade, misure inadeguate per il Coronavirus: chiesto il commissariamento del Cas

Lo Sla Cisal scrive alla Regione, al ministro e ai revisore dei conti: Nel mirino disparità sulle disposizioni al personale e la sospensione del pedaggio

Arrivano i pacchi con i dispositivi di protezione al Cas  ma quasi tutti sono inutilizzabili perché ritirate solo di una misura. Una ennesima beffa per il personale del Consorzio autostrade che aspettava da tempo le misure di protezione. Lo segnala lo Sla Cisal che con una nota indirizzata al presidente della Regione, all’assessore alle Infrastrutture, al ministro ai vertici e ai componenti del Cda del Cas nonché ai revisori della Corte dei Conti, ha chiesto il commissariamento dell’ente “che rischia di precipitare per i fallimentari interventi a tutela dei dipendenti e delle strutture da parte dei vertici Cas".

Sla Cisal ricorda la già precaria gestione del consorzio, dove prestano servizio circa 170 dipendenti di ruolo a tempo pieno e 107 unità part time, e accusa i vertici Cas di ignorare “perfino le proprie responsabilità anche contabili violando precisi accordi economici con società e le stesse posizioni ministeriali valide per tutte concessionarie autostradali d'ltalia.

Il riferimento è alla sospensione del pedaggio “in assenza degli occorrenti prodromici”. Una carenza che ha esposto a rischi il personale ma che secondo il sindacato non si risolve “abbandonando” tutta l’autostrada esponendo così a possibili danni “le strutture di esazione, oltre ai seri pericoli per gli utenti e per le autoambulanze in transito, non hanno a tutt'oggi disposto il presidio H24 sia ai caselli intermedi che alle barriere (vedi invasione di mucche alla barriera di Divieto)”.

Il sindacato non esita a puntare il dito anche su alcune anomalie che riguarderebbero le disposizioni al personale contradditorie e discriminanti. “Da un lato  si impongono presenze in servizio per alcuni dipendenti (ai quali vengono, pertanto, garantite le spettanze economiche), ad altri, invece, si impone loro la permanenza a casa (con le conseguenti inevitabili detrazioni ma con la permanenza di rilevanti trattenute mensili), da un lato si vieta il lavoro straordinario ma dall'altro si impone quello notturno”. Anche lo smart working disposto dai vertici – secondo la denuncia – sarebbe smentito da disposizioni in contrasto date dai subalterni. 

Da qui la richiesta di sospendere tutte le temporanee trattenute dalla busta paga dei dipendenti a favore dell'Ente Cas e non e divalutare “l'opportunità di inviare con urgenza un commissario per affrontare a tutela di utenti e dipendenti l'attuale emergenza presso il Cas”.

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