Cronaca

Prima ipnotizzavano e poi truffavano, chiesti dieci anni per quattro palermitani

La richiesta del pm Micheli per il gruppo che lo scorso anno avrebbe raggirato anziani tra Milazzo e Barcellona con una finta vendita di preziosi

Dieci anni di reclusione per ciascuno dei componenti della banda sgominata attraverso l’operazione Hypnose portata a termine il 3 agosto dello scorso anno.

E’ questa la richiesta avanzata dal pm Matteo De Micheli, al termine della requisitoria. I quattro, tutti palermitani, fino al gennaio 2018 avrebbero raggirato anziani tra Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto, manipolandoli attraverso la suggestiva finta compravendita di preziosi a prezzi vantaggiosi.

Le richieste di condanna sono state avanzate a carico di Michele Faja, 60 anni, di Cinisi; Gaetano Talamanca, 52 anni di Palermo; Giuseppe Immesi, 69 anni, di Palermo e Domenico Immesi, 39 anni, di Villabate, in carcere già dall’arresto. Le vittime della truffa si sono costituite parte civile.

La sentenza è prevista per il 16 settembre prossimo dopo avere ascoltato i legali della difesa. Per gli stessi fatti, lo scorso 12 febbraio, due imputati furono condannati col rito abbreviato. Sei anni furono comminati a Giovanni Salafia, 29 anni di Palermo e quattro a Matteo Li Causi, 50 anni, originario di Palermo e residente in provincia di Bergamo. I due furono anche condannati al pagamento delle spese legali in favore delle vittime, un uomo e una donna, entrambi barcellonesi.

I rapinatori agivano tre alla volta. Uno si fingeva un marinaio straniero intenzionato a vendere gioielli, uno fingeva di essere un acquirente e il terzo interpretava il ruolo di un gioielliere abile nella valutazione della merce.

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