Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Caronia

Giallo di Caronia, al vaglio una nuova perizia sul corpo di Viviana Parisi

Il riscontro potrebbe essere chiesto a breve dai legali Venuti e Mondello. Tanti ancora gli interrogativi nonostante le indiscrezioni della Procura sugli esami autoptici

Viviana Parisi morta dopo la caduta dal traliccio e Gioele ucciso forse per mano della stessa madre. Questa la tesi più credibile estrapolata dalle recenti dichiarazioni del procuratore Angelo Cavallo sul giallo di Caronia. Ieri le prime indiscrezioni sugli esiti dei due esami autoptici e sulle numerose perizie effettuate sui resti della donna e del bimbo, ritrovati lo scorso agosto nelle campagne di contrada Sorba. Ma nulla è ancora certo, meno che mai per i difensori di Daniele Mondello. Con molta probabilità i legali Pietro Venuti e Claudio Mondello nomineranno un nuovo perito che avrà il compito di condurre ulteriori perizie sul corpo della 43enne. Questa la mossa al vaglio dei due avvocati per i quali restano valide le perplessità già espresse in precedenza e che hanno portato alla richiesta di nuovi riscontri alla Procura. Un invito che finora sembrerebbe essere stato disatteso. 

Per Venuti e Mondello, le cause del decesso della 43enne vanno cercate altrove, ripartendo da un'analisi ancora più attenta delle lesioni sul corpo della donna e sulle tracce nascoste nel bosco. Ecco perché sarebbe utile chiarire l'origine di quelle frasche che coprivano parzialmente il cadavere di Viviana, scoperto lo scorso 8 agosto. Sono state messe da qualcuno o involontariamente i primi soccorritori intervenuti hanno inquinato la scena del ritrovamento? La loro posizione, sopra il corpo, sarebbe poi incompatibile con una caduta: "In alternativa - hanno scritto i due avvocati - avrebbero dovuto rompersi a cagione dell'impatto". Le luci restano puntate su quelle frasche che nei giorni successivi sono state rimosse dagli investigatori e che adesso i due legali sperano siano stati opportunamente repertati e quindi disponibili per ulteriori esami.

Un altro dubbio riguarda il mancato ritrovamento di tracce di Viviana sul traliccio dell'Enel. La donna potrebbe essere quindi precipitata altrove? Intanto, gli avvocati Venuti e Mondello continuano ad insistere sulla presenza di lesioni non compatibili con una caduta dall'alto. E poi quei segni che sembravano morsi, ma adesso la Procura esclude l'ipotesi che la morte della donna possa essere stata provocata da un'aggressione da parte di uomini o animali. Eppure, inizialmente l'impossibilità di riconoscere l'identità del cadavere era stata attribuita all'avanzato stato di decomposizione e all'intervento di animali selvatici successivo al decesso. Quelle ferite, alcune delle quali nella parte posteriore del corpo, potrebbero fornire ulteriori dettagli sule cause della morte della 43 enne. E proprio su questo potrebbe concentrarsi l'analisi del perito che la famiglia Mondello avrebbe in mente di nominare. 

Resta, invece, quasi impossibile ricostruire con esattezza i motivi che hanno portato alla morte il piccolo Gioele. La mancanza di sangue sui brandelli di vestiti ritrovati e sul cranio del bimbo ha indotto gli inquirenti a scartare l'ipotesi aggressione mentre sembra ormai definitivamente accantonata quella che porta alla morte in seguito all'incidente nella galleria Pizzo Turda. Non è poi chiaro se la boscaglia che nascondeva le ossa del bimbo sia stata esaminata o se le due settimane trascorse prima del ritrovamento abbiano contribuito ad eliminare eventuali reperti. 

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