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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Università e concorsi "ad personam", Tomasello ancora nel mirino delle Iene

“Vi ricordate Dario Tomasello che aveva vinto un concorso universitario per l'abilitazione a professore ordinario presentando una serie di testi copiati?  Torniamo a parlarvene dopo 6 anni perché l'università di Messina ha organizzato un concorso in cui l'unico candidato possibile è lui (figlio dell'ex rettore). E non sono le uniche cose che sembrano incredibili”.

Presenta così le Iene il servizio su quello che non è un nuovo scandalo dell’Università di Messina solo perché negli anni l‘ambiente accademico ci ha abituato a cose peggiori. 

Nel mirino del noto programma di ItaliaUno, un concorso diretto ai docenti interni all’ateneo. “Unico candidato possibile per quella posizione? Dario Tomasello – spiega ai microfoni dell’inviato Gaetano Pecoraro la giornalista Concetta Bonini che se n’era occupata per il quotidiano La Sicilia –  in virtù di una procedura trasparente ma di fatto applicabile ad un solo caso”.

Se ancora non lo ha vinto è perché l’università di Messina non ha potuto comporre ancora la commissione in quanto numerosi docenti si sono rifiutati di partecipare quali componenti. “I professori di tutta Italia si ribellano al rettore dell’Università di Messina – è l’assunto - e fanno sì che il concorso non si faccia. E questa è una bella notizia”.

Ma mentre questo concorso sembra non poter partire, l’Università di Messina cambia il regolamento dei concorsi. “Nel caso in cui si faccia una selezione interna e nel caso in cui ci sia un solo candidato (come nel caso di Tomasello) si affida l’incarico senza bisogno neanche di verifiche sulla qualità scientifica del suo lavoro”.

In sintesi: “Non solo non c’è più bisogno di una commissione esterna, ma quella interna deve solo valutare che sia formalmente corretta la domanda al concorso”.

Le richieste di chiarimento dei giornalisti delle Iene al rettore complicano la situazione. “Anzichè parlare con me che non centro nulla con la procedura domandi a Perconti che ha chiesto il concorso  – se ne lava le mani il rettore Salvatore Cuzzocrea - Io non entro nelle procedure concorsuali. Il problema etico non lo deve porre a me, io vengo dopo e non posso fare nulla”.

A smentire però il Magnifico è lo stesso Pietro Perconti, direttore del dipartimento. Che alla domanda “può un professore essere nominato alla più alta carica senza essere valutato?” rispedisce al mittente le accuse: “Il regolamento prevedeva una valutazione e il consiglio di amministrazione presieduta dal rettore l’ha tolta. Noi ci siamo opposti come dipartimento e abbiamo detto no, così non va bene”. Ma il rettore dice che è colpa vostra... “Cosa vuole che le dica….”. E rincara: “il nuovo regolamento è applicato retroattivamente, solo per la procedura di Tomasello”. In pratica ad personam.

Poi, a telecamere abbassate, rincara la dose e racconta che a fare pressioni sarebbe stato proprio il rettore: “Mi ha telefonato più volte per spingermi a prendere la decisione che non abbiamo preso”. Versione confermata anche da un’altra docente.

E così, sei anni dopo la vicenda del professore diventato famoso con l’appellativo “copia-incolla”, non solo Tomasello ma tutta l’università, che nell’ultima classifica del Sole 24 Ore continua  a perdere posizione per numero di immatricolati (-6 per cento), torna “protagonista”.

Allora, nel 2016, Tomasello fu denunciato da un altro professore, Giuseppe Amoroso, che su segnalazione del collega  Fontanelli, lo accusa di avere copiato interi pezzi dei suoi testi. Il Miur incarica l’Accademia dei Lincei di valutare il presunto plagio. Tomasello viene sospeso dal Miur e poi dall’Ateneo ma rientra in servizio l’anno dopo in virtù di una assoluzione perché il presunto plagio non c’è, “la condotta di Tomasello integrerebbe il diverso e più grave reato di cui all’art 171 3° comma, lettera b, che punisce le riproduzioni illegali, fatte a fini di lucro”. 

Oggi Fontanelli assicura di aver trovato nuovi pezzi copiati dal prof mentre Tomasello “rischia” di diventare professore ordinario in virtù di un ricorso vinto al Tar della Sicilia contro il Consiglio di Dipartimento che non gli ha assegnato una cattedra.  (A questo link il video)

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