Coronavirus, 28 nuovi positivi in Sicilia: un contagio a Messina

Il bollettino ministeriale dell'8 agosto. Tutti i nuovi positivi in isolamento domiciliare. Nelle ultime 24 ore eseguiti 2.511 tamponi(+100)

Foto: Ansa

Ventotto nuovi contagi nelle ultime 24 ore in Sicilia. E' il dato che emerge dal bollettino ministeriale aggiornato all'8 agosto. Dei 28 casi censiti nell'Isola, 9 sono migranti (incluso il nuovo positivo in provincia di Palermo). Nel dettaglio, è Catania che guida la classifica dei nuovi contagiati (10, di cui 9 del medesimo cluster), seguono Enna (6), (5), Ragusa (3), Caltanissetta (2), Messina (1) e Palermo (1). Tutti si trovano in isolamento domiciliare: 356, uno in più rispetto a ieri. Nessun nuovo ricovero. Attualmente i positivi sono 397; salgono così a 3.424 i casi totali di Covid da quando è scoppiata la pandemia. 

Anche oggi non si registrano guariti che rimangono 2.743. Fermi, fortunatamente, anche i decessi: 284. Nelle ultime 24 ore, in Sicilia, sono stati eseguiti 2.511 tamponi, 100 in più rispetto alla giornata di ieri.

Razza: "I giovani rispettino le regole"

"Così come ha detto Musumeci l'emergenza Covid segnala in Sicilia un aumento dei casi. Questo vuol dire che il comportamento che chiediamo a tutti i cittadini richiede maggiore attenzione e conformità alle regole. E' un virus circolante che sta colpendo sempre più giovani". A dirlo è l'assessore alla Salute in Sicilia, Ruggero Razza. "Per fortuna richiede una minore ospedalizzazione rispetto alla fase più acuta dell'emergenza, ma la Sicilia ha il maggior indice 'Rt'. Ciò non è legato solo all'enorme presenza di migranti positivi sul territorio regionale - prosegue Razza - ma anche ai comportamenti individuali, allo screening efficace che si sta compiendo da parte delle Usca ma la Sicilia non può permettersi un nuovo lockdown".

"Dipende da noi - sottolinea- e soprattutto dai più giovani che forse ascoltando i social e passandosi il video virale di Mondello 'Non ce n'è Coviddi', pensano che il pericolo non vi sia edè invece non e' così. Il controllo delle discoteche ad esempio compete alle autorità di pubblica sicurezza. Ciò che è inammissibile è che se in un locale ci deve essere un numero ridotto di persone, con mascherine e distanziamento, se si verificano fatto come quello recente di Catania, si va in quel locale e lo si chiude".

Le regole - conclude Razza - sono frutto di condivisione tra la conferenza delle regioni ed il governo nazionale. Se si violano quelle regole, ci vuole qualcuno che butti fuori quelle persone dai locali".  

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