Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Contagiato durante la settimana bianca, il legale Velini: “Mi chiedo quante denunce sono ancora inevase all'Asp”

L'avvocato del 50enne ricoverato al Papardo torna a scrivere al sindaco dopo la diretta facebook. “Abbiamo fornito informazioni utili e preziose nell’interesse di tutti”. Nel mirino anche possibili disservizi sulle procedure di autodenuncia

“Mi chiedo, quante denunce sono ancora inevase e a quanti cittadini che si sono autodenunciati, non sono state successivamente fornite le istruzioni necessarie sui comportamenti, adempimenti e prassi da rispettare, così come accaduto nel caso specifico”.

E' uno dei passaggi chiave della lettera inviata al sindaco di Messina dall'avvocato Vincenzo Velini in risposta alle dichiarazioni di De Luca durante la diretta fb di ieri per fare il punto sulle vicende più importanti in tema di contenimento del Coronavirus. Il legale difende uno dei “reduci” dalla settimana bianca risultato positivo e ricoverato al Papardo. Il legale aveva già inoltrato una lettera all'Asp e al sindaco ricostruendo gli spostamenti del suo assistito. Lettera che ieri è stata letta dal primo cittadino che l'ha definita “una confessione in piena regola”.

Ora l'avvocato torna a replicare spiegando che la nota era stata trasmessa con l'unico intento di fornire informazioni utili e preziose “nell’interesse di tutti, e nella trasparenza tanto auspicata”.

La lettera punta dunque su possibili “disservizi” che hanno caratterizzato la gestione dell'emergenza a Messina e che sono finite all'attenzione della procura minando già i rapporti tra Comune e Asp. 

“Certo non mi aspettavo che vista l’emergenza sanitaria in atto - scrive infatti Velini - e per la quale, a ragione, è richiesta a tutti i cittadini la massima attenzione e responsabilità, l’autodenuncia del mio assistito venisse “rinvenuta” a seguito alla mia nota ed aperta solamente dopo dieci giorni dal suo invio, circostanza che apre inquietanti interrogativi. Poco importa - continua- che la denuncia del mio assistito, come ritenuto dalla S.V. non fosse completa, posto che, sino alla data di ieri non era mai stata neanche “rinvenuta”, e certamente se meritevole di integrazioni, il personale preposto avrebbe potuto chiederle tempestivamente e impedire, di fatto, la 'libera' condotta  del signor X”.

“Non comprendo - continua la lettera  - perché, nello spazio che ieri ha dedicato al caso in questione, abbia ritenuto di specificare che il “signor X” secondo quanto previsto dalla Sua ordinanza in materia di contenimento del contagio, avrebbe dovuto segnalare ad Asp e Medico di famiglia l’insorgere dei primi sintomi. Non lo comprendo perchè, come riportato su precedente nota da me inviata al rispettabile Comune del quale è a capo, tali segnalazioni risultano essere state regolarmente effettuate dal mio assistito, ma alcuna risposta gli è mai pervenuta dai destinatari. E a riprova di quanto affermato dal mio assistito, c’è la Sua giusta reprimenda al disservizio registrato negli uffici dell’azienda sanitaria, nei quali, come da Lei riferito, non sarebbero state scaricate oltre mille email di autodenuncia fatte all’Asp, dunque mai trasmesse agli uffici comunali, e in tal senso trovo Lodevole, da parte Sua, denunciare i disservizi e la comunicazione carente tra Asp e Comune. Credo - insiste l'avvocato - che individuare il perché ciò sia accaduto, ed indagare per trovare quali minori quali maggiori responsabilità, ed attivarsi per evitare che ciò si ripeta in futuro, divenga prioritario su tutto, certamente più del perdere tempo prezioso per riscontrare una nota fatta con mero spirito di collaborazione ed i cui intenti sono stati, evidentemente travisati, posto che non è la S.V. l’organo preposto ad amministrare giustizia. Mi chiedo, inoltre, se i toni da Lei utilizzati nei confronti del sottoscritto e del mio assistito, che anziché trincerarsi dietro omertosi silenzi, hanno cercato di fare un’operazione di trasparenza e collaborazione, siano utili a far sì che altri collaborino con le autorità sanitarie e giudiziarie nell’interesse di tutti o sortiscano l’esatto effetto contrario. Ovviamente - conclude il legale - non entrerò nel merito delle considerazioni legali operate nel corso della Sua diretta non essendo quella e questa la sede competente. Anche se mai avrei ritenuto di doverlo fare chiarisco, infine, all’assessore Musolino di avere inserito nella mia nota il nome del mio assistito, non per stoltezza, ma ovviamente per rendere noto alle autorità in indirizzo e solo ad esse, Le generalità del soggetto in argomento”.

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