Cronaca

Giustizia, regole diverse in ogni ufficio: gli avvocati messinesi nel caos

Da domani le nuove misure organizzative anticontagio. Santoro: "Chi opera sull'intero territorio nazionale si trova di fronte altri protocolli difficili da conoscere". E sulla sicurezza a Palazzo Piacentini presto l'istituzione dei front office

"Una babele”, è così che l’Organismo congressuale forense, che rappresenta gli avvocati a livello nazionale, definisce le regole con le quali è stata tracciata la ripresa dell’attività giudiziaria che scatterà domani con le nuove misure organizzative anti contagio. Alla luce di questo "caos" – in cui esistono norme diverse non solo tra un tribunale e l’altro, ma persino, in alcuni casi, tra sezioni dello stesso ufficio – ha deciso di proclamare lo stato di agitazione e anche di lanciare un appello al presidente della Repubblica, garante della Costituzione, perché intervenga su una situazione davvero complessa, se non ingestibile.

Le regole differenziate a Messina

A Messina, il presidente del tribunale, Giuseppe Minutoli, ha dettato comunque delle regole di buon senso con fissazione di udienze contingentate, i procedimenti sono tutti rinviati ad una data successiva al 30 giugno. Con le dovute eccezioni: convalida arresti e fermo, procedimenti del tribunale dei riesame, quelli con prescrizione che matura nei sei mesi successivi al 30 giugno 2020 e quelli per i quali non si deve svolgere attività istruttoria si fanno tutti. Così come quelli che vengono per la discussione. I giudici dovranno fissare un numero di procedimenti tali da evitare sovraffollamento, quindi con orari differenziati. Il presidente della Corte d’Appello, Michele Galluccio, ha disposto di rimandare a una valutazione dei presidenti di sezione su quali e quanti procedimenti trattare, sempre in presenza delle stesse prescrizioni. 

La babele nel distretto giudiziario

Ma per gli avvocati messinesi c’è anche un altro problema, legato ai processi che devono seguire negli altri tribunali dello stesso distretto giudiziario, che comprende anche Patti, Barcellona. Quindi prima della trasferta occorrerà studiarsi per bene non solo i processi, ma anche tutti i provvedimenti.

La posizione della Camera penale

La Camera penale di Messina condivide sostanzialmente la linea dell’Ocf, ma il presidente dell’organismo, Adriana La Manna, ribadisce la contrarietà al processo da remoto nel penale. La Manna sottolinea che il processo da remoto non è possibile nè per quanto riguarda il penale nè per il civile. “Si tratta di programmare un numero di cause sostenibili – spiega – con le dovute misure di sicurezza, stabilendo fissazione ad horas delle udienze”. In Camera Penale è attivo un osservatorio con la finalità di monitorare i rapporti fra magistrati, avvocati, cancelleria e quindi si occupa di risolvere tutti i problemi pratici che possono nascere in questo contesto così difficile. Si tratta già di un punto di riferimento. "C'è da dire che tutti i protocolli sono stati condivisi con gli avvocati - spiega La Manna - la difficoltà nasce dal fatto che la situazione emrgenziale in evoluzione esige continui adattamenti".

In Italia 200 protocolli diverse 

La confusione e la mancanza di omogeneità tra gli uffici giudiziari è il frutto – come denuncia anche l’Ocf, di cui è segretario nazionale il messinese Vincenzo Ciraolo – di un disinteresse del governo nazionale che ha deciso di non decidere e lasciare soli i tribunali. "C'era un tavolo ministeriale per la regolamentazione del processo da remoto ma non si hanno più notizie e non è stato più convocato - spiega Ciraolo - Tra l'altro la giuridsdizione non è solo penale e civile ma ben più ampia, comprendendo tributario, contabile e amministrativo. Proprio per questo abbiamo chiesto al presidente Conte la convocazione di un tavolo unitario tra ministero giustizia, avvocati, magistratura e ministero finanze per dare uniformità alla giurisdizione nel suo complesso. Anche per questo nessun riscontro. Si sottolinea poi che la ripresa è regolata con oltre 200 protocolli dei capi degli uffici giudiziari e rischia di rendere disomogenea la gestione della giustizia con ulteriori difficoltà operative a carico della classe forense. A Messina una delle situazioni meno critiche - precisa Ciraolo -  ma i colleghi di tante altre città sono davvero in difficoltà insieme naturalmente ai loro clienti a cui l'amministrazione della giustizia deve dare risposte”.

A rischio il processo da remoto

A rischio sarebbe anche il processo da remoto, secondo l'Ocf “in mancanza di una uniforme e ragionevole disciplina che individui le attività  per le quali possa essere praticato, detti le misure di garanzie per le parti, predisponga gli strumenti con il personale di cancelleria possa accedere ai fascicoli in regime di lavoro agile”.

L'appello a Mattarella

Tutto questo “fa temere che con la ripresa del decorso dei termini processuali, perdurando però gli ostacoli all’accessibilità degli uffici, i difensori delle parti - dice l'Ocf - non possano svolgere adeguatamente la loro funzione, con il rischio di grave danno per i diritti delle parti”. Da qui la proclamazione dello stato di agitazione e l’appello al presidente Sergio Mattarella.

La posizione del presidente 

"Con questi decreti la politica ha inteso affiancare i capi degli ufficio giudiziari che hanno avuto così la possibilità di predisporre delle linee guida ascoltando l'avvocatura territoriale - spiega il presidente dell'Ordine degli avvocati, Mimmo Santoro - Se questo da una parte è importante, e valorizza la funzione anche sociale dell'avvocato, dall'altra ha determinato un vulnus per l'esistenza di oltre duecento protocolli e quindi determinando di una disomogeneità sull'applicazione delle regole della giurisduizione. Gli uffici a Messina ci hanno ascoltato, ci siamo confrontati determinando una serie di misure condivise - continua Santoro - ma l'avvocato che svolge attività sull'intero territorio nazionale si trova di fronte ad altri protocolli con regole diverse, difficili da conoscere".

Proprio oggi anche il Comitato pari oppotunità dell'Ordine degli avvocati ha affrontato la delicata questione in una diretta Facebook: erano presenti oltre il presidente Santoro, la presidente del Cpo Cettina Miasi ed il segretario Luigi Giacobbe. Si è discusso sui protocolli da seguire da domani per il corretto svolgimento delle udienze e si è appurato che ogni giudice adotta un proprio protocollo diverso dagli altri giudici nella trattazione scritta delle udienze civili.

"Le novità a Messina - spiega Santoro - sono che l'autorità giudiziaria ha disposto anche l'istituzione di front-office, necessari ad evitare il diffondersi del contagio. All'ingresso di Palazzo Piacentini ci saranno funzionari di cancelleria che raccoglieranno tutte le necessarie istanze, sia degli avvocati che dell'utenza, evitando gli assembramenti che sono vietati dalla normativa. Il pubblico - conclude il presidente - potrà accedere fino alle ore 12 dimostrando la necessaria esigenza della sua presenza nelle aule di giustizia. Sono stati anche predisposti presidi sanitari dal consiglio dell'Ordine per gli avvocati che ne fossero sprovvisti con guanti monouso e mascherine".

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