Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

Il vaccino Moderna sbarca in Sicilia: prime dosi arrivate coi furgoni di Poste Italiane

I mezzi speciali sono partiti dall'Istituto Superiore di Sanità di Roma verso l'Isola e altre regioni (Valle d'Aosta, Campania, Marche, Umbria, Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo e Veneto)

Nelle scorse ore sono arrivati a destinazione anche in Sicilia i furgoni del corriere di Poste Italiane, Sda, per la consegna delle prime dosi di vaccino Moderna. In tutto in Italia sono 47mila. In Sicilia le consegne sono state effettuate tramite 40 furgoni con celle frigorifere da 1.300 litri ognuna.

I mezzi speciali sono partiti dall'Istituto Superiore di Sanità di Roma verso la Sicilia e altre regioni (Valle d'Aosta, Campania, Marche, Umbria, Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo e Veneto). Il Gruppo guidato dall'AD Matteo Del Fante in questi mesi ha anche consegnato mascherine protettive nelle scuole per conto della struttura del commissario straordinario per l'emergenza Covid Domenico Arcuri, e per fronteggiare la pandemia ha concesso ai cittadini over 75 di ricevere gratuitamente la pensione a domicilio stringendo una convenzione con l'Arma dei Carabinieri.

Con riferimento al vaccino Moderna vanno registrate le parole di Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma e presidente di Federfarma Palermo, che nei giorni scorsi aveva auspicato “un urgente intervento della Regione affinché anche in Sicilia tutti i farmacisti possano essere vaccinati e le farmacie possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi della campagna vaccinale. Serve un criterio unico che consenta anche di razionalizzare ancora di più la distribuzione dei vaccini e di agevolare le prenotazioni. Ci auguriamo che le autorità competenti dettino criteri univoci per accelerare i tempi. Solo così, quando a breve saranno distribuite anche le dosi del vaccino Moderna, sarà possibile intensificare al massimo la campagna vaccinale nell’Isola”.

Covid: come funziona il vaccino Moderna

Proprio come per Pfizer BioNTech, anche "mRNA1273", il vaccino sviluppato da Moderna in collaborazione con il National Institute of Allergy and Infectious Diseases '(NIAID) diretto da Anthony Fauci, è a base di Rna. E' una tecnologia particolarmente innovativa che vede il suo debutto ufficiale proprio con i vaccini anti Sars-CoV2 e che è stata inserita tra quelle finaziabili dal Biomedical Advanced Research and Development Authority (Barda). Il vaccino contiene istruzioni genetiche per costruire una proteina del coronavirus, nota come spike. Quando viene iniettato nelle cellule, il vaccino fa in modo che queste producano proteine che poi vengono rilasciate nel corpo e provocano una risposta dal sistema immunitario. Su un campione di 30.000 persone arruolate il 22 ottobre 2020 negli Stati Uniti, i ricercatori hanno somministrato due dosi di vaccino a distanza di 28 giorni l'una dall'altra. Il vaccino ha dimostrato di essere molto efficace nel contrastare le infezioni da Sars-CoV 2 (il 94,5 per cento) e di inibire ogni forma grave della malattia con un'efficacia del 100 per cento.

Quante dosi spettano all'Italia? Per l’Italia parliamo di 10,768 milioni di dosi di vaccino Moderna accordate in tutto, ma "solo" 1,3 milioni nel primo trimestre 2021 (con cadenza settimanale: 100mila a gennaio, 600mila a febbraio e 600mila a marzo). Tra gennaio e marzo avremo di sicuro:

  • 8,7 milioni di dosi di Pfizer
  • 1,3 milioni di dosi di Moderna

Il tutto nell'attesa del vaccino di AstraZeneca: intanto avremo però 10 milioni di dosi in tre mesi. Questo porta alla ribalta il vero problema: la produzione del vaccino. Con i numeri attuali, andare in Italia oltre le 70-80.000 dosi al giorno non ha senso. Nel caso sarà approvato AZ o arriverà nel secondo trimestre il vaccino J&J, si potrà accelerare. 

Al momento la Commissione Europea ha prenotato 180 milioni di dosi del vaccino Moderna, molto meno degli oltre 300 milioni di dosi richiesti a Pfizer-BioNTech. "Colpa" della più ridotta capacità produttiva di Moderna. Infatti i primi 20 milioni di dosi prodotti alla fine del 2020 erano destinati solo agli Usa. L’azienda sostiene che nel 2021 potrà produrre tra i 500 e i 600 milioni di dosi per soddisfare la domanda globale, non ci sono numeri certi su quante dosi potrebbero arrivare in ciascun Paese europeo a lungo termine.

"Sommando le dosi di vaccino che abbiamo" e che avremo "a disposizione da parte di Pfizer e di Moderna, sostanzialmente arriviamo a sfiorare i 62 milioni di dosi. E questo deve essere sottolineato come ulteriore elemento della capacità dell'Italia di dotarsi delle dosi che servono per avviare una campagna vaccinale importante" come quella contro Covid-19, che "a tutti gli effetti sarà la più grande campagna vaccinale che la storia di questo Paese ha mai vissuto". spiegava qualche giorno fa Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), in conferenza stampa al ministero della Salute, facendo il punto sui numeri di dosi vaccinali destinate all'Italia

Per la somministrazione dei vaccini Moderna e Johnson&Johnson (modello 'cold') il fabbisogno di personale sara' coperto dagli arrivi forniti dalla struttura del commissario straordinario Domenico Arcuri. Sono stati selezionati non medici e infermieri gia' in servizio ma quelli in quiescenza e i laureati non ancora occupati. Nei limiti si evitano eccessive mobilita' tra regioni per il personale. Lo ha evidenziato lo stesso Arcuri, a quanto si apprende, nel vertice in corso tra Governo e Regioni. Il personale 'del commissario', viene precisato, serve per la vaccinazione di massa.

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