Cronaca

Scandalo rimborsi all'Università: "Non basterà il ricambio ai vertici, occorre recidere vita accademica e potere"

Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, intervenendo sul caso Cuzzocrea. L'argomento sarà affrontato anche sabato pomeriggio in piazza Duomo nell’ambito della Festa dell’Unità provinciale

 “La sensazione è di essere davanti ad un sistema di potere che dall’università di Messina si dipana sull’intera città. Anche per questo preoccupa il silenzio dell’amministrazione comunale e, in generale, delle istituzioni. Quello a cui ci troviamo di fronte è un sistema di potere che riguarda carriere, appalti e clientele. Che va scardinato perché chiaramente inquinante tanto della vita accademica quanto della cosa pubblica in generale”.

Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, intervenendo sul caso Cuzzocrea, il rettore dell’università di Messina costretto a dimettersi per alcuni “rimborsi” tra cui anche alla sua azienda di famiglia. Sull'operato di Cuzzocrea, per altro, il Pd ci tiene a precisare di aver già presentato una interrogazione alla Camera nella scorsa legislatura. Una precisazione in un momento convulso per la vita dell'ateneo che ha spinto anche a riflettere sui silenzi istituzionali e politici in città a fronte di denunce prodotte più o meno in solitudine dal sindacalista Paolo Todaro nel corso di questi lunghi anni.   

L'interrogazione a cui fa riferimento il Pd è quella presentata però a livello nazionale, primo firmatario Umberto Del Basso De Caro, in cui si evidenzia che "le delibere dell'Università si caratterizzano per la scelta diretta del contraente senza alcuna procedura ad evidenza pubblica, per il ribasso praticato da tutti gli aggiudicatari nella stessa misura "e, soprattutto, per il riferimento improprio, a parere degli interroganti, alla normativa introdotta dal DL 76/2020 (articolo 2, comma 4)". Una interrogazione su investimenti legati a lavori e forniture per un importo complessivo di quasi 40 milioni di euro già segnalati da MessinaToday, finita all'attenzione del parlamento oltre che dall'Autorità anticorruzione.

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“Non basterà il semplice ricambio dei vertici dell’Università messinese – spiega ora Barbagallo -, parallelamente, non si andrà a recidere definitivamente una modalità che, a leggere la stampa, riguarda poco la vita accademica e molto potere e affari”.

Anche di questo argomento il segretario regionale discuterà sabato pomeriggio in piazza Duomo dove è prevista la sua presenza nell’ambito della Festa dell’Unità provinciale di Messina. Uno dei dibattiti si concentrerà infatti sulle recenti questioni che hanno investito un ateneo che mostra ancora oggi - come accaduto in passato - più ombre che luci non solo sulla gestione appalti ma anche su una serie di inchieste maturate in altre procure siciliane, come quella di Catania sul concorso per dirigente amministrativo presso l’Omceo da cui emergono anche alcune intercettazioni che tirano in ballo più volte la città dello Stretto e l'Università.

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