Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Spadafora

La morte di Lombardo fermato dai carabinieri a Spadafora verso l'archiviazione, la famiglia si oppone

Secondo il legale, che ha prodotto anche registrazioni tra persone presenti al fatto, “le lesioni non potevano essere solo frutto di compressione e contenimento”. Sotto la lente anche l’esame autoptico e possibili conseguenze legato al mancato uso nell'immediato di un defibrillatore

E’ stata presentata un’opposizione alla richiesta di archiviazione per la morte di Enrico Lombardo, il 42enne messinese deceduto il 27 ottobre del 2019 a Spadafora dopo essere stato fermato dai carabinieri intervenuti su richiesta dell’ex compagna che si sentiva minacciata dall’uomo in evidente stato di agistazione. Secondo i carabinieri, Lombardo ha accusato un malore durante le fasi del fermo. Sul posto erano intervenute anche due ambulanze del 118 ma per il messinese non c'era più nulla da fare.

“Ho presentato opposizione in quanto ci sono della lacune che potrebbero portare a una ricostruzione dei fatti alternativa – spiega l’avvocato della famiglia, Paolo Pollicino – Le lesioni di Lombardo non potevano essere solo frutto di compressione e contenimento. E inoltre, dall’esame autoptico i consulenti hanno documentato un ritardo nell’uso del defibrillatore che utilizzato nell’immediatezza avrebbe potuto dare altro esito”.

Secondo il legale ha depositato anche trascrizioni di registrazioni tra persone presenti al fatto che parlavano fra di loro nei giorni immediatamente successivi al decesso facendo riferimento a pugni e colpi inferti al 42enne.

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