Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Massoneria e mafia, quella raccomandazione all'ospedale Papardo per accontentare il boss di Licata

Mentre la commissione antimafia decide di aprire una indagine sul fenomeno e le ingerenze del “fratelli muratori”, emergono inflitrazioni a Messina dell'organizzazione sgominata dai Ros di Agrigento

Sembra esserci sempre un filo sottile che lega le inchieste sugli intrecci tra massoneria, mafia e politica a Messina.

Oltre i natali a Mistretta del funzionario regionale Lucio Lutri, arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia di Agrigento  “Halycon”, è più di una l’interferenza dei personaggi che ruotano attorno l’inchiesta nella città dello Stretto.

Lo stesso funzionario, oggi “convitato di pietra” alla audizione in commissione antimafia con il dirigente regionale Tuccio D’Urso che ha prodotto la necessità di aprire una indagine della commissione parlamentare sul fenomeno massonico, sarebbe intervenuto per garantire “interessi mafiosi” all’ospedale Papardo di Messina.

Le interferenze sarebbero legate alla proroga di un contratto di medico ospedaliero su richiesta di Angelo Lauria detto “il professore” e Giovanni Mugnos, esponenti di spicco della famiglia mafiosa di Licata finiti nell’operazione dei Ros destinata ad aprire fronti anche in altre province siciliane.

Secondo gli inquirenti, Lutri concorreva, senza prenderne parte, a Cosa Nostra, anche grazie all'influenza che riusciva ad esercitare nella sua qualità  di Maestro venerabile della loggia massonica “Pensiero ed Azione” di Palermo.

E sarebbe proprio grazie a queste “influenza” che Lutri si sarebbe “adoperato con successo, sempre tramite i suoi contatti massonici, su richiesta di Mugnos e Lauria, affinchè venisse rinnovato il contratto a tempo determinato presso l’Ospedale Papardo di Messina alla dottoressa Laura Tassone, fidanzata di Calogero Carmina, figlio di Luigi Carmina”.

Secondo gli investigatori, per comprendere lo spessore di Luigi Carmina basta ricordare come lo stesso avrebbe più volte incontrato riservatamente anche il capomafia Giovanni Lauria. Al riguardo lo stesso Mugnos, nel corso di un colloquio che ha come oggetto interamente questioni di natura mafiosa, garantiva sulla sua affidabilità, definendolo come uno che “viene da quella scuola ma ora è spaventato e sono tutti fermi... ora tutti fermi sono ... quella scuola non cammina più... Giò... quella scuola”.

In un altro dialogo intercettato nel corso dell’indagine, Mugnos raccontava di essere andato, su richiesta di Lucio Lutri, a casa di Luigi Carmina per portargli una risposta di persona, evitando così di dover usare il telefono (“vedi che gli devi andare a dire quella risposta a quell'amico... per non telefonare... ho versato di corsa e me ne sono andato a casa di Luigi Carmina...”); a causa del sospetto di essere controllato, andando a trovare Carmina, aveva provveduto a cancellare tre messaggi di Lutri e due di Angelo Lauria per sicurezza (“siccome Lucio mi ha mandato tre messaggi per dirmi una cosa ... e due Angelo ... prendo e cancello tutti i messaggi ...capito? Mal che vada mi fermano ... io penso male per ora ... c'è troppo bordello in giro capito?”).

La raccomandazione

La prima conversazione dalla quale si apprende che Mugnos si rivolge a Lutri per raccomandare per il medico è quella captata il 20 ottobre 2016, quando il mafioso licatese, sotto osservazione della polizia giudiziaria, si incontrava con il massone. Dai brani di conversazione intercettati si è potuto ricostruire che il favore chiesto da Mugnos per la dottoressa Tassore era stato sollecitato anche da “Angelo”.

Proprio mentre si trovava in compagnia di Mugnos - segnalano gli inquirenti - Lucio Lutri telefonava a Fabio Leone, massone ed evidentemente bene agganciato con l’ospedale Papardo di Messina (“…la possiamo spendere qualche parola per la nostra carissima”), esaltando inoltre le capacità del chiamato (“Io so che tu ce la fai!”). Gli intercettati concordavano inoltre che Lutri avrebbe mandato i dati della ragazza via whatsapp al chiamato (“Ti mando con WhatsApp il numero di Laura Tassone e di tutto”).

Ha due facce... così le intercettazioni 

Le conversazioni successive non hanno permesso di apprendere misura, peso e modalità dell’intervento massonico sollecitato dalla famiglia mafiosa licatese, nè ciò che effettivamente era accaduto nella struttura sanitaria.

“Cionondimeno - scirivono gli inquirenti - dagli accertamenti svolti dalla polizia giudiziaria emergeva inequivocabilmente che alla dottoressa Laura Tassone, nel periodo successivo alle intercettazioni captate, è stato effettivamente rinnovato il contratto per ulteriori 6 mesi quale dirigente medico nel Dipartimento toracico vascolare di Cardiochirurgia dell’ospedale “Papardo” di Messina, con scadenza prevista per il 30 giugno 2017”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Massoneria e mafia, quella raccomandazione all'ospedale Papardo per accontentare il boss di Licata

MessinaToday è in caricamento