Dai posti letto all'imbarazzo per l'Università che retrocede, l'allarme di Navarra che apre lo scontro con il Magnifico

La querelle sulla capacità della terapia intensiva del Policlinico rende pubblica una rottura nota ormai da mesi al mondo accademico. Già a luglio la lettera sugli “errori” di valutazione per la classifica delle 1000 migliori università

Posti letto covid in terapia intensiva mai realizzati, poca chiarezza sui numeri reali. Una situazione equivoca, quella delle terapie intensive messinesi, segnalata già da diversi giorni da MessinaToday e che, dopo l'allarme lanciato dal sindaco Cateno De Luca su un eventuale stato di emergenza in città, ha innescato un meccanismo di precisazioni e chiarimenti da parte di tutte le forze in campo. Ma soprattutto ha reso pubblica una rottura tra il rettore Salvatore Cuzzocrea e l'ex magnifico Pietro Navarra, deputato del Pd, nota ormai da mesi nel mondo accademico. E non è bastata la smentita del rettore al deputato dem, che ha rincarato la dose accusandolo di "non essere stato capace di smentire l'assenza dei 12 posti di terapia intensiva destinati esclusivamente ai pazienti Covid al Policlinico".

Così, mentre Cuzzocrea incassa il sostegno delle forze di centrodestra, dall’assessore alle Autonomie locali Bernadette Grasso al deputato messinese all'Ars Pino Galluzzo, componente della Commissione salute, Navarra controreplica anche sull'impegno nel confronti dell'ateneo. "Se oggi l’Università di Messina può contare di importanti risorse per il reclutamento di nuovi ricercatori, di nuovi docenti e nuove unità di personale tecnico amministrativo - ha scritto - se può offrire agli studenti una riduzione delle tasse universitarie fino alla totale esenzione per una larga parte degli stessi e se può usufruire di un aumento considerevole delle borse per le scuole di specializzazione medica è perché il Governo, con il sostegno necessario e determinante della maggioranza parlamentare, ha investito 1,5 miliardi di euro nel sistema universitario nazionale". 

Una precisazione legata all'impegno di Pietro Navarra sugli investimenti ministeriali destinati alle università che lascia trapelare la preoccupazione che l'attuale gestione sia mirata esclusivamente a  smantellare la precedente, come aveva già dichiarato anche il prorettore dell'area medica Giovanni Tuccari quando presentò le dimissioni a maggio. 

E segue proprio le dimissioni di Tuccari, la prima lettera di Navarra che mette in guardia sugli errori “che rischiano di compromettere il buon nome dell'università”. Una lettera inviata a Luglio e che nelle intenzioni di Navarra doveva rimanere “riservata”, in cui si dice “imbarazzato” nel leggere sul sito istituzionale dell'ateneo e in un comunicato stampa la notizia che l'università di Messina è entrata per la prima volta nella classifica delle 1000 migliori università al mondo, classificandosi nella fascia 801-900, secondo la prestigiosa classifica dell’Academic Ranking of World Universities, considerata una delle tre più importanti del panorama internazionale insieme a QS e THE. 

“In realtà - scrive Navarra ai colleghi -  come potrete facilmente verificare nel grafico che indica la performance dell'Università di Messina negli ultimi quattro anni consultando questo link: https://www.shanghairanking.com/World-University-Rankings/University-of-Messina.html, già nel 2017, sotto la precedente amministrazione che ho avuto l’onore di condurre insieme a molti di voi, UniMe era censita in graduatoria. Mi sorprende ancora di più, però, la dichiarazione del prof. Cuzzocrea, secondo cui “la posizione raggiunta dal nostro Ateneo in questa prestigiosa classifica che esamina migliaia di Università in tutto il modo, è un importante punto di partenza per continuare a migliorare insieme a tutta la comunità accademica e raggiungere in un futuro prossimo traguardi ancora più importanti”. In verità, come risulta evidente dal grafico menzionato sopra, dall’insediamento del prof. Cuzzocrea alla guida dell’Ateneo, l’Università di Messina è retrocessa nella graduatoria, passando dalla fascia 701-800 alla fascia 801-900. Lo stesso Cuzzocrea, tra l’altro - continua Navarra -  dovrebbe conoscere bene la graduatoria ARWU, visto che l’ha anche citata a pag. 16 del suo programma elettorale. Anch’io mi auguro che UniMe possa raggiungere in un futuro prossimo traguardi importanti, ma se si continueranno a confondere i punti di partenza con quelli di arrivo, sarà certamente impresa ardua. Al tempo stesso e per il buon nome della nostra Università, mi auguro che gli organi di informazione non rilevino la gaffe in cui il nostro Ateneo è incorso nel dare una comunicazione sbagliata e fuorviante dei risultati raggiunti da UniMe nella classifica ARWU, specie in un momento delicato qual è il periodo della campagna di immatricolazione. Infine, come docente ed ex Rettore, auspico ancora una volta maggiore prudenza nelle valutazioni di dati e graduatorie perché sviste come queste si possono pagare care in termini di reputazione degli Organi di governo dell’Ateneo”.

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