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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Processo Fenapi, la sentenza per De Luca arriverà il 10 gennaio: "Dopo 17 processi e 2 arresti resto incensurato"

Sarebbe dovuta arrivare in serata il pronunciamento dei giudici di primo grado. "L'augurio è di poter festeggiare assieme un provvedimento che restituisca per l'ennesima volta quella dignità che in tutti i modi qualche anfratto ha cercato di togliermi", ha detto il sindaco

Rinviata al 10 gennaio la sentenza sul processo Fenapi. Si sarebbe dovuto chiudere oggi l'iter giudiziario in cui è coinvolto il sindaco Cateno De Luca riguardante la presunta maxi evasione fiscale da un milione e 750 mila euro scoperta dalla guardia di finanza dopo un'indagine sul patronato. Un lungo dibattimento, quello di stamattina al Tribunale di Messina, dove il pm Massara ha chiesto 3 anni di reclusione per il primo cittadino. I lavori in aula sono cominciati alle 11.30 e si sono conclusi dopo le 17.30.  

Presunta evasione fiscale, il pm chiede tre anni di carcere per Cateno De Luca

Nel corso dell'udienza anche Cateno De Luca ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee. "Dopo 10 feste natalizie trascorse anche sulle carte giudiziarie perché ho seguito ogni singolo procedimento penale, ogni singolo processo a fianco dei miei legali, anche oggi ho preso la parola ridendo in 40 minuti quella che è l’ingiustizia nel trovarmi in questa aula di Tribunale", ha dichiarato in diretta facebbook all'uscita dall'udienza.

"Ma la sentenza arriverà il 10 gennaio e io speravo in un po’ di serenità - ha aggiunto - Purtroppo non è così, dobbiamo attendere. Il pm ha formulato la sua richiesta a 3 anni di carcere. Io vado avanti a fronte alta come sono abituato a fare e tutto questo non rallenterà le nostre attività, i nostri programmi e pur dovendo convivere per altri 40 giorni con questa richiesta del pm dico pazienza: attenderemo con trepidazione il 10 gennaio”. 

Il sindaco ha continuato ad affrontare la sua innocenza, citando ancora una volta il "tritacarne" in cui si trova dal 2011 continuando a puntare il dito contro la magistratura. "L'augurio è di poter festeggiare assieme un provvedimento che restituisca per l'ennesima volta quella dignità che in tutti i modi qualche anfratto ha cercato di togliermi - ha sottolineato ancora - Finora sono incensurato dopo 17 processi e due arresti e ne vado fiero perché non ho commesso reati che possano permettere al mio capo di chinarsi per la vergogna, sono altri che si devono vergognare e hanno a chhe fare con questo palazzo". 

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