La Tari aumenta ancora, via libera in Consiglio comunale alle nuove tariffe: critiche all'amministrazione De Luca

La maggioranza d'aula ha approvato le spese che i messinesi dovranno sostenere il prossimo anno per il servizio rifiuti. L'emendamento sugli sconti, le accuse di Cinquestelle e Cambiamo Messina dal Basso agli annunci dei mesi scorsi con l'avvio del Porta a Porta

Foto di repertorio

Nel 2021 pagheremo una Tari più cara. Di poco ma con un lieve aumento, circa l'1% per ogni contribuente. E sul servizio rifiuti le polemiche restano all'ordine del giorno. Il Consiglio comunale ha detto sì al Piano tariffario 2020 più oneroso di due milioni di euro circa rispetto al 2019. Chi si attendeva con l'avvio del Porta a Porta l'inizio della discesa si è dovuto ricredere. I consiglieri del Pd con il sostegno di Cinquestelle e pezzi del centrodestra ha fatto approvare un correttivo per il mantenimento degli sconti agli utenti che pesano la differenziata nelle Isole ecologiche. Non è passato in aula invece l'emendamento proposto da Pd e Cinquestelle per consentire sgravi alle famiglie povere. Il commento dei consiglieri Cinquestelle:

"Ci siamo opposti all’ulteriore rincaro della Tari per non far gravare ancora una volta sulle tasche dei cittadini l’azione politica messa in atto dal sindaco, che a dicembre del 2019 aveva annunciato per il 2021 un abbattimento del 30% della tassa rifiuti. Ma sarà l’ennesima “boutade” elettorale, così come le tante e vane promesse sul raggiungimento del 34% di raccolta differenziata entro febbraio 2019 e del 65% entro luglio 2019". "Già nel 2019 – come ribadito dal consigliere Fusco in commissione all'amministrazione e al Cda di Messina Servizi - Messina si era classificata al decimo posto fra le città con le Tari più alte d’Italia, pagando in media 419 euro a famiglia. Nonostante ciò, e malgrado le condizioni in cui versa la città, la tassa continua ad aumentare a scapito dei cittadini, già alle prese con le ristrettezze economiche dettate dalla pandemia. L’unica soluzione per far fronte ai costi e alle spese di gestione, a nostro modo di vedere, è la lotta all’evasione, con il recupero delle tasse non pagate, dato che due cittadini su tre non risultano in regola, senza considerare quelli nemmeno censiti. La gente continua a pagare sempre di più e si chiede che fine ha fatto il progetto "utenti fantasmi" che doveva ultimarsi ieri". "Sebbene l'avvio della differenziata avrebbe dovuto contribuire ad abbattare le spese dei contribuenti, e malgrado il costo di gestione sia sempre lo stesso - rincara la dose Cristina Cannistrà - a farne le spese saranno come al solito i cittadini".

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Cambiamo Messina dal Basso: "Pensavamo che la Tari 2019 avesse raggiunto il livello di costo più alto mai sostenuto a Messina per la gestione dei rifiuti, con i suoi 46 milioni e 300 mila euro, circa 2 milioni in più dei costi previsti dalla precedente amministrazione nel 2018. Ci siamo sbagliati. La Tari più alta di tutti i tempi per Messina è quella del 2020 con gli oltre 48 milioni di costi da coprire con le nuove tariffe, altri due milioni in più rispetto al 2019 e ben 4 milioni in più rispetto al 2018. Ciò che colpisce è che, nonostante un dichiarato aumento della raccolta differenziata ed un aumento del personale (da 508 a 588 unità) i costi di smaltimento in discarica sono aumentati ed i costi del personale sono rimasti quasi simili. A pensar male si fa peccato ma forse s’indovina: non vorremmo che tutto ciò sia dovuto al fatto che una parte di ciò che viene raccolto in maniera differenziata in realtà finisca in discarica e che i costi del personale siano lievitati  (come da noi all’epoca denunciato), per via della previsione del premio di risultato, pagato impropriamente in Tari dai cittadini ma non versato ai lavoratori. Se quei soldi non sono stati spesi andavano restituiti ai cittadini".

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