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Cronaca

Corsa al rettorato, Spatari: "All'Università occorre una nuova fase, se eletta istituirò il prorettorato alla legalità"

Ordinaria di Medicina del Lavoro, punta ad essere l’undicesima rettrice d’Italia con l’endorsement di Cuzzocrea che si è dimesso per lo scandalo sui rimborsi milionari. "Non mi sento penalizzata, perché oggi la candidatura cammina sulle mie gambe. Mi sento semmai più responsabilizzata". E sulla questione appalti spiega: "Mai avuto rapporti con la dirigenza di questo ufficio"

Il gender gap negli atenei italiani “rischia” di ridursi un altro po’. Ci crede Giovanna Spatari, prorettrice e ordinaria di Medicina del Lavoro, che punta ad essere l'undicesima rettrice d’Italia, la prima a Messina.

Il 23 novembre si terrà il primo turno di votazioni in una fase cruciale per l’Università che il mese scorso ha visto gettare la spugna a Salvatore Cuzzocrea, travolto dall’inchiesta sui rimborsi milionari.

Una inchiesta che però è solo all’inizio. Ancora tanti veli potrebbero cadere e c’è bisogno di tutelare la struttura, perché l’impressione è che sull’ateneo si sia abbattuto un terremoto sussultorio di notevole intensità, ma le scosse di assestamento sono ancora tutte da registrare. Al rettore che verrà viene dunque chiesto anche di trovare il coraggio di una azione esemplare. Se non di passare al setaccio pratiche sospette e incrostazioni, quantomeno di restituire serenità e certezza di diritto.

Università, candidati e programmi per la corsa all'ermellino

Si sente all’altezza del compito Giovanna Spatari, indicata proprio dall’ex rettore quando le acque erano ancora calme? Ritiene penalizzante l’investitura alla luce di quello che è accaduto dopo?

"La mia è una candidatura che è nata con l’endorsement dell’ex Rettore, ma anche con il supporto di una larga parte della ex Facoltà di Medicina. Indubbiamente, le recenti vicende hanno inasprito il clima e mi hanno costretta a distogliere energie per parlare del passato, mentre nel tempo che ci separa alle elezioni mi piacerebbe occuparmi del futuro. Non mi sento penalizzata, perché oggi la candidatura cammina sulle mie gambe e mi sento, quindi, semmai più responsabilizzata".

La legalità è un tema che diventa centrale in questa campagna elettorale. In questo scenario, si può ancora parlare di continuità?

"Ritengo sia necessario aprire una nuova fase. Proprio il tema della legalità è centrale nel mio programma. Basti pensare che ho intenzione di istituire un apposito prorettorato alla legalità e trasparenza e sviluppare un sistema di controllo incrociato per il monitoraggio di tutte le attività amministrative dell’Ateneo".

Se potesse tornare indietro quale scelta ostacolerebbe e cosa invece rivendica?

"Una scelta non condivisa è stata quella della modifica dell’orario di lavoro per i colleghi universitari impegnati in attività assistenziali. Tra i miei primi atti da Rettrice ci sarà il ripristino del vecchio orario di lavoro. Rivendico tutte le iniziative realizzate nella qualità di prorettrice con specifica delega sui temi della conciliazione e in particolar modo l’istituzione di un assegno di ricerca finalizzato a portare avanti l’attività scientifica delle giovani ricercatrici durante il periodo di maternità, così da affrontare la gravidanza senza preoccuparsi di dover interrompere le ricerche in corso"

Nel caso in cui emergessero profili di irregolarità dall’inchiesta sui rimborsi milionari, l’Università e il futuro Rettore si costituirà parte civile?

"La futura rettrice non potrà fare altro che tutelare l’Istituzione universitaria prima di tutto".

L’altro candidato e prorettore uscente, Giovanni Moschella, si è proposto come “pacificatore”. Lei ritiene che l’Università ha realmente bisogno di pacificatori o è il caso di dare un forte segnale di rottura?

"E’ necessario un cambio di passo. Il mio percorso parla chiaro e il mio metodo di lavoro è caratterizzato da inclusione e collegialità nelle scelte. Ritengo che valorizzare le persone all’interno del luogo di lavoro rappresenti il motore di crescita di ogni comunità".

Quale visione ha dell’Università nel prossimo sessennio? Tre punti essenziali?

"La mia visione è quella di una Università che rappresenti un asset di sviluppo per la comunità accademica e per il territorio. Per realizzare questo immagino di valorizzare le competenze e professionalità del personale docente e di quello tecnico - amministrativo; portare Messina ai livelli di una vera città universitaria, sia potenziando le strutture e i servizi, sia garantendo agli studenti una offerta didattica adeguata ai bisogni di formazione e alle richieste del mondo del lavoro; fare in modo di attrarre adeguate risorse economiche, che possano avere ricadute positive anche sul territorio stesso, potenziando così il ruolo della nostra Università".

Quale futuro immagina per la sanità universitaria?

"Il rettore dovrà essere garante delle specificità del personale universitario impegnato in tale ambito. Occorrerà prioritariamente valorizzare i docenti di area medica affinché siano in grado di svolgere nel miglior modo possibile il loro triplice ruolo di formatori del futuro personale sanitario, di ricercatori e di professionisti nell’erogazione di prestazioni sanitarie di livello avanzato. Bisognerà agire poi sull’ammodernamento delle infrastrutture e dell’impiantistica del nostro Policlinico, riorganizzare i servizi del pronto soccorso e adoperarsi per il completamento della nuova sede"".

E per la cittadella sportiva? Resterà la gestione in house con la Ssd nonostante le polemiche?

"Sono consapevole delle polemiche attuali ma ritengo che il sistema della SSD abbia appena concluso una fase di iniziale “rodaggio”; immagino comunque sia giusto  proseguire con il modello della gestione in house adesso; resta in ogni caso prioritaria l’esigenza che l’estesa area della cittadella sportiva sia pienamente fruibile da tutti. Mi impegnerò a implementare le fasce orarie per consentire l’accesso agli studenti, ai dipendenti dell’università e alla cittadinanza e a prevedere interventi sistematici volti a raggiungere il miglioramento della qualità e del comfort delle strutture dove si esercitano le attività sportive".

Un messaggio agli studenti che vogliono fare sentire la propria voce e chiedono di partecipare attivamente nella scelta del nuovo rettore.

"Ribadisco che è mia ferma intenzione, se sarò eletta Rettrice, avviare una proficua interlocuzione con gli studenti, volta a aumentare i margini della loro rappresentatività in tutte le procedure elettorali. Nello specifico comprendo le ragioni della loro richiesta, ma occorrerà attendere il pronunciamento del Tar".

Come direttore generale chi le piacerebbe avere al suo fianco e con quale metodo lo sceglierebbe?

"Non ho ovviamente un nome. Penso sicuramente a una figura con specifiche competenze tecnico - gestionali, con un profilo di alta qualificazione. L’unico metodo che conosco è quello della valorizzazione del merito".

Questione appalti e relative contestazioni dell’Anticorruzione. Ha avuto rapporti con questo ufficio?

"La ringrazio per questa domanda che mi dà l’occasione di chiarire che il mio ruolo da prorettrice con delega al welfare e alle politiche di genere non comportava la conoscenza di atti specifici al settore appalti, né tantomeno potevo partecipare a votazioni o delibere degli organi collegiali rispetto a tali questioni. Personalmente non ho avuto rapporti con la dirigenza di questo ufficio".

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