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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca

La denuncia del sindacato Spp: "Sicilia seconda in Italia per stupri all'interno delle carceri"

Il fenomeno delle violenze sessuali dietro le sbarre è particolarmente sommerso, ma l'Isola, con 14 casi denunciati in un anno, sarebbe seconda soltanto alla Campania, con 20. "Il sesso diventa merce di scambio e gli abusi provocano gravi danni ai detenuti, fino a spingerli a tentativi di suicidio ed atti di autolesionismo: serve subito un intervento"

Non solo suicidi, la Sicilia sarebbe seconda soltanto alla Campania per numero di violenze sessuali che avvengono nelle celle, tra detenuti, e che difficilmente peraltro vengono denunciate. Secondo i dati forniti dal Sindacato polizia penitenziaria (Spp), nell'Isola in un anno sarebbero stati segnalati 14 abusi nei vari penitenziari, a fronte dei 20 in Campania.

A denunciare il fenomeno, estremamente sommerso, è il segretario generale del sindacato, Aldo Di Giacomo, che da una settimana è in sciopero della fame e sta girando le carceri proprio per denunciare questa ennesima e gravissima emergenza. Lo spunto è una violenza sessuale denunciata in questi giorni nell'istituto di Santa Maria Capua Vetere, in Campania.

“Il carcere è un inferno e la violenza sessuale in carcere - afferma Di Giacomo - è sicuramente con il suicidio il peggiore dei gironi infernali, ma non deve essere più un tabù da rimuovere solo quando si ha notizia di un caso. Per un caso denunciato ce ne sono decine e decine, ogni anno, di violenze sessuali, sopraffazioni, umiliazioni subite da compagni di cella. Forse solo l’1 per cento delle violenze sessuali in carcere viene denunciato, per paura, vergogna, con i più deboli costretti a pagare l’assenza di misure di tutela personale. La regione che sembra avere il numero più alto di violenze è la Campania con 20 casi denunciati l’anno, seguita dalla Sicilia con 14. Ma non ci sono, né ci possono essere, dati attendibili".

E aggiunge: "Le possibilità per chi si trova in carcere non sono uguali per tutti, così chi ha più forza fisica, economica e mentale riesce ad imporsi sugli altri. Di conseguenza oltre alla violenza e sopraffazione del più debole, c'è chi scambia vino, medicine, oggetti personali, per sesso. Una situazione che va di pari passo con l'aumento delle violenze sessuali, che non vengono denunciate quasi mai perché i detenuti hanno paura di continuare ad essere 'prede' degli altri carcerati e temono anche ritorsioni. Le conseguenza per i detenuti che subiscono violenza sono devastanti, specie a livello psichicho, sino ad arrivare a tentativi di suicidio e forme di autolesionismo. Continuiamo a sostenere che va urgentemente rivisto il così detto sistema della 'sorveglianza dinamica' che non concente di attuare controlli adeguati e misure di prevenzione in particolare contro gli stupri". Di Giacomo chiede quindi un intervento anche politico per cercare di arginare ogni forma di violenza all'interno delle carceri.

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