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Cronaca

Famiglia con minori 'sfrattata', in Prefettura si cerca una mediazione: "Oggi la proposta del Comune"

Nuovo tavolo tecnico fra Messina Social City e Unione Inquilini per cercare di trovare un tetto alla famiglia che ha lasciato l'alloggio di transito poco prima di Natale

È finito al Palazzo del Governo il caso delle famiglie degli alloggi di transito di Bisconte, di cui una con due figli e il padre con problemi cardiovascolari, costretta a vivere in una singola stanza di un b&b durante le festività natalizie, perché nell'alloggio di transito di Bisconte da cui sono stati allontanati bisognava eseguire dei lavori di manutenzione. Ieri pomeriggio il Prefetto Cosima Di Stani, interpellato per mediare sul caso, ha infatti incontrato l'Unione Inquilini, che sulla vicenda era intervenuta chiedendo che venisse rinviato l'allontanamento dall'alloggio di transito della famiglia, la presidente della Messina Social City Valeria Asquini, e l'assessore alle politiche sociali Alessandra Calafiore - che MessinaToday ha provato a raggiungere telefonicamente ma da cui non ha ottenuto risposta -, che aveva già precisato le difficoltà di far operare la ditta di manutenzione con gli ospiti nell'alloggio e, quindi, l'urgenza di allontanare la famiglia in un b&b per poter mettere in sicurezza comunque lo stabile. 

Una soluzione, questa, che ha suscitato non soltanto la reazione della famiglia coinvolta, che forzando il cancello aveva fatto ritorno all'alloggio di Bisconte, ma anche l'appello da parte della politica e della società civile per poter risolvere definitivamente la questione, che investe non soltanto lo specifico caso ma diverse altre famiglie appese al filo dell'alloggio di transito e lontane ancora dal poter ottenere una residenza definitiva.

A ribadire, infatti, la necessità per il nucleo familiare, dopo tre anni di permanenza nelle graduatorie, di trovare una casa degna di questo nome è stata l'Unione Inquilini. "Il passaggio repentino da una casa a un b&b può essere un evento traumatico soprattutto per delle famiglie in cui ci sono bambini piccoli e che presentano tutti i requisiti per ricevere, invece, un supporto più adeguato da parte degli organi predisposti a farlo - ha dichiarato Antonio Currò di Unione Inquilini - Speriamo che dopo l'incontro di oggi si possa giungere a una conclusione che possa rigenerare la fiducia persa dalle famiglie nei confronti delle istituzioni".

Soluzione, quella della struttura alberghiera, a cui, comunque, ha dovuto far fronte la Messina Social City, pagando 5.280 euro iva compresa, per un soggiorno in cui mancavano anche i servizi essenziali. "La cifra non contemplava l'uso ad esempio di una lavatrice, o un frigo capace di contenere il latte per i bambini messo fuori dalla finestra per tenerlo freddo. Insomma una cifra sproposita per mettere un'intera famiglia in una stanza, chiamandola "albergo", secondo quanto hanno denunciato Palmira Mancuso della Direzione nazionale di Più Europa e Giulio Perticari portavoce del gruppo di Messina. 

Oggi pomeriggio ci sarà alle 17.30 un nuovo incontro in Prefettura dove toccherà alla Messina Social City e all'assessorato alle politiche sociali mettere sul tavolo una proposta per la famiglia che possa venire incontro alle esigenze di tutti. "Abbiamo chiesto che entro un mese si possa mettere la parola fine sulla vicenda", ha concluso Currò. L'intento del Prefetto, infatti, è quello di risolvere il caso senza ricorrere allo sgombero forzato della struttura, soprattutto alla luce della presenza di minori. "Più Europa desidera esprimere la propria gratitudine e riconoscenza al Prefetto Cosima Di Stani per la pronta risposta e l'attenzione dedicata alla delicata situazione della famiglia ospite degli alloggi di transito a Messina", sottolinea ancora la nota di Più Europa. 

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