Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Corruzione, arrestati i vertici di Caronte & Tourist

Antonino Repaci e Calogero Fimiani, principali destinatari insieme al sindaco Giovanni Siclari, dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Reggio Calabria. Undici le persone indagate

Un terremoto giudiziario che travolge il Comune di Villa San Giovanni e la società di traghettamento Caronte & Tourist. Sono il sindaco Giovanni Siclari, oltre ad Antonino Repaci e Calogero Fimiani, rispettivamente presidente del Consiglio di amministratore e amministratore delegato della società di navigazione “Caronte & Tourist S.p.A.”, i principali destinatari  dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Reggio Calabria. Undici le persone indagate dai carabinieri e accusate a vario titolo, di corruzione, turbativa d’asta, falso in atto pubblico, truffa aggravata e peculato e per una persona solamente anche concorso esterno in associazione mafiosa.

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Gli uomini del comando provinciale dell’arma, sotto il coordinamento della procura della Repubblica di Reggio Calabria Direzione distrettuale antimafia hanno accertato come i manager indagati, hanno promesso di elargire utilità ad amministratori comunali che, in cambio, hanno asservito la loro pubblica funzione agli interessi privati della società di navigazione. Nello specifico, Antonino Repaci si è mosso anche con il vertice dell’amministrazione comunale, individuando il suo principale interlocutore nel sindaco Giovanni Siclari, al fine di assicurarsi l’affidamento di un’area sulla quale la sua società aveva progettato la realizzazione di alcuni lavori.

I nomi di tutti gli arrestati e indagati

L'operazione è in corso da ieri sera. I militari, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina, hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere e arresti domiciliari nei confronti di 11 persone,  tra questi il geometra Giancarlo Trunfiodell’Ufficio Tecnico del Comune di Villa San Giovanni; un vigile urbano, Vincenzo Bertuca; l’Ingegnere Francesco Morabito, capo dell’Urbanistica. Dalle indagini è emerso come un imponente gruppo economico privato, con la compiacenza di un sindaco di un comune dell’area dello stretto, è riuscito ad ottenere illecitamente l’affidamento di un’area  sulla quale poi è stata realizzata un’opera di interesse del gruppo in questione.

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