A 13 anni in comunità per abuso di alcol e droghe, la denuncia della presidente della Lelat

La piccola affidata ad un centro per essere curata, dopo la segnalazione di Anna Maria Garufi. Che avverte: “Anche in piazza Municipio, davanti agli occhi di tutti, si consumano i nostri ragazzi”. Il caso

A 13 anni finisce in una comunità per abuso di droghe e alcol. È la vicenda scioccante quella raccontata da Anna Maria Garufi, presidente della Lelat che ha preso a cuore la questione e a chiesto aiuto alle istituzioni segnalando il caso. La bambina, una messinese, viene da una famiglia con qualche problema, una famiglia che è stata ritenuta inaffidabile.

Da qui la decisione di allontanare la ragazzina, di trasferirla in una comunità di minori dove si sta curando.

Anna Maria Garufi, come psicologa e presidente della Lega antidroga, ha visto tante storie di vite ai margini, tante vite compromesse dall’uso di droghe e alcool ma questa le ha lasciato il segno. “Mi faceva rabbrividire l’assoluta ingenuità con cui raccontava come si riforniva, come si faceva, come passava i pomeriggi tra alcool e crack – spiega Anna Maria Garufi – in pieno centro, in Piazza Municipio, come se fosse tutto normale. Ho presentato una formale denuncia anche perché quello che è venuto fuori è un meccanismo che coinvolge sempre più adolescenti, quando non proprio bambini, che fanno uso di marijuana e alcol prestissimo. Già a 13 anni conoscono lo sballo. In città è allarmante quello che sta accadendo ai ragazzi che vanno ai 13 ai 17 anni.  Per tanti di loro il punto di ritrovo è Piazza Municipio, si consumano davanti agli occhi di una intera città che vede solo quello che legge sui giornali ma che ha di fronte tutti i giorni”.

Ecco perché gli ultimi avvenimenti in città, che hanno spinto il prefetto a convocare per oggi il vertice per l’Ordine e la sicurezza, non sorprendono la Garufi.  Oltre la vicenda della dodicenne a cui un esercente avrebbe venduto birra, c’è la rissa scoppiata in pieno centro e sono quattro i ragazzi che dovranno rispondere anche per il ferimento degli agenti intervenuti. Chi ha assistito racconta scene da bronx.

“Bastano due drink per perdere ogni freno – spiega Anna Maria Garufi – è questo soprattutto fra i più piccoli. L’interazione fra alcool e aggressività è comprovata. In città la situazione è allarmante. Ragazzini completamente sbronzi, anche piccolissimi che bevono cinque, sei birre a sera. Non è chiaro ancora quanto tutto questo sia grave, perché non c’è informazione adeguata neanche sulle cicatrici che gli alcolici lasciano nel cervello di un teenagers. Danni che restano poi in quello di adulto.  Chi pensa di bere per sentirsi più grande, assecondato da chi non ha coscienza, non si rende conto dei segni indelebili che si procurano a quell’età. Rischiamo davvero di trovarci fra qualche anno con troppe persone che hanno peso l’equilibrio per strada tra un cocktail ed uno sciortino”.

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Infine due consigli di Anna Maria Garufi. Il primo rivolto soprattutto ai genitori con figli problematici: “Non concentratevi solo sull’uso delle droghe illegali quando quelli legali come alcol e psicofarmaci stanno falcidiano una generazione”. L'altro alle istituzioni affinchè si facciano corsi di prevenzione seri a livello di scuola media inferiore. “Dovrebbero essere mirati per i genitori con professionisti in grado di individuare subito i casi a rischio. Ricordiamoci - conclude la Garufi - che nessuno deve però mettere in discussione la movida in sè, naturalmente ad una età adatta, e il legittimo desiderio dei ragazzi di stare in gruppo. L'aggregazione va sempre favorita ma il contesto deve essere vigilato e rispettoso delle regole”.

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