Caso Genovese, cade anche in appello l'ipotesi di riciclaggio

Il tesoretto all'estero era stato intestato alla moglie Chiara Schirò. La sentenza ha rigettato l'appello della Procura

Francantonio Genovese

La prima sezione penale della corte d'appello, presieduta dal giudice Alfredo Sicuro,  ha rigettato l'appello della Procura che chiedeva di confermare il reato di riciclaggio per i fondi all’estero dell’ex segretario del Pd, poi passato a Forza Italia,  Francantonio Genovese.

Il sostituto procuratore generale Felice Lima si era pronunciato per l'accoglimento dell'appello dell'accusa da parte dei giudici, ma sono state accolte le ragioni dei legali Nino Favazzo e Maurizio Paniz. Nel pomeriggio, dopo la camera di consiglio, la sentenza che cancella, cos come già disposto dal gup in udienza preliminare, l’accusa di riciclaggio per il tesoretto all’estero.

Il tesoretto di genovese? “Va restituito con gli interessi”

Il parlamentare di Forza Italia aveva disposto l’accensione di una polizza life a favore della moglie Chiara Schirò, presso gli uffici di una banca svizzera. Nel corso di indagini avviate dalla procura di Milano diretta da Francesco Greco, il nucleo della Guardia di Finanza tributario, aveva rinvenuo la polizza assicurativa per l’importo di 15 milioni di euro, segnalando il fatto alla procura di Messina, allora retta dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita.

Il faldone fu incorporato sulla mole di accuse mosse al parlamentare di Forza Italia per il quale la procura di Messina chiese l’autorizzazione a procedere al Parlamento che, la riconobbe a maggioranza, determinando così l’arresto del deputato messinese.

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Di recente anche la commissione tributaria regionale ha dato ragione a Genovese sbloccando le somme che l'agenzia delle Entrate richiedeva imputandole come evasione fiscale.

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