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Cronaca

Medici Ep demansionati, il Tribunale del lavoro rigetta alcuni ricorsi: "Legittima la revoca dell'incarico"

Il giudice Rando dà ragione al commissario straordinario e all'Università. Ora si apre il fronte dell'emergenza sul piano assistenziale secondo i sindacati. Ma l'amministrazione universitaria rassicura: "Le prestazioni di lavoro non sono a rischio così come l'equiparazione economica"

E’ legittima la revoca degli incarichi ai medici Ep del Policlinico di Messina. Lo ha deciso con due distinte sentenze la sezione lavoro del Tribunale presieduto dal giudice Roberta Rando che ha rigettato il ricorso di alcuni dei medici “demansionati” dal commissario straordinario del Policlinico Giampiero Bonaccorsi. Una sentenza che coinvolge ora circa 150 sanitari Ep e D rimossi nell’autunno scorso dall’incarico.

La questione è già finita all’attenzione della Regione e dei sindacati che paventano potenziali rischi nella prosecuzione dell’assistenza specialistica che questi professionisti svolgono ormai da vent’anni.

“Emerge dagli atti processuali che i ricorrenti – scrive il giudice - prima della stabilizzazione, erano stati assunti dall’Azienda Policlinico Universitario, poi Azienda Ospedaliera Universitaria, con contratto a tempo determinato e la qualifica di dirigente medico per far fronte ad eccezionali esigenze assistenziali. Tuttavia, nel 2001, l’Università di Messina, in esecuzione degli impegni assunti con la contrattazione collettiva del Comparto Università 1998-2001, ha proceduto alla stabilizzazione di tale personale attribuendo loro la qualifica di Funzionario EP o la qualifica D – Funzionario Tecnico Biologo”.

“Non può quindi prescindersi dal dato formale della mancata attribuzione della qualifica di Dirigente Medico Ospedaliero al ricorrente – si legge nella sentenza - e non potendosi effettuare la perequazione di fatto della sua posizione a quella dirigenziale, in quanto impedito dal quadro normativo sopra delineato, non può dichiararsi il suo diritto alla partecipazione alla procedura di selezione per il conferimento dell’incarico oggetto di ricorso. L’insussistenza del fumus boni iuris preclude ogni accertamento sui presupposti dell’invocata tutela interinale”.

Il giudice rigetta quindi il ricorso e compensa le spese di lite.

Passa dunque la posizione di Università e Policlinico.

“Continuo ad essere vicino ai medici Ep e D”, spiega a MessinaToday il rettore Salvatore Cuzzocrea “ma si è agito nel rispetto della legge e c’erano già prima di questi due pronunciamenti, sentenze da rispettare”.

Resta la disponibilità spiegata anche in Commissione salute alla Regione a individuare soluzioni percorribili in attesa di una legge dello Stato che possa sanare il gap che si è venuto a creare.

In assenza di un intervento legislativo dello Stato, il Policlinico potrebbe bandire nuovi concorsi “riservati”, previo parere positivo della Regione. Anche se in questo caso è difficile che i posti a concorso possano coprire il numero dei medici demansionati.

Resta ora da capire come affrontare la situazione, soprattutto sotto due profili. Perché - secondo i sindacati - in base alla sentenza circa 150 sanitari dell’Azienda ospedaliera universitaria rischiano di non poter più compiere alcun atto medico: eserciterebbero in modo abusivo la professione e non sarebbero neppure coperti da assicurazione.

In più: l’amministrazione avrebbe l’obbligo di inviare la documentazione alla Corte dei Conti per quantificare il possibile danno erariale dal momento fino ad oggi – in virtù dei protocolli di intesa Regione- Università - sono stati retribuiti con le indennità di responsabilità giudicate ora illeggitime.

Nessun rischio invece per l'amministrazione universitaria che sostiene la legittimità delle prestazioni di lavoro rese da queste figure professionali stabilizzate sin dal 1999 e la loro conseguente equiparazione economica al profilo della dirigenza dell'area medica e sanitaria (LEGGI QUI).

a sempre sostenuto la legittimità delle prestazioni di lavoro rese da queste figure professionali stabilizzate con apposito provvedimento del Rettore dell’università degli studi di Messina sin dal 1999 e la loro conseguente equiparazione economica al profilo della dirigenza dell’area medica e sanitaria, ivi compre tutte quelle voci stipendiali che attengono al conferimento di funzioni specialistiche di elevata professionalità.

a sempre sostenuto la legittimità delle prestazioni di lavoro rese da queste figure professionali stabilizzate con apposito provvedimento del Rettore dell’università degli studi di Messina sin dal 1999 e la loro conseguente equiparazione economica al profilo della dirigenza dell’area medica e sanitaria, ivi compre tutte quelle voci stipendiali che attengono al conferimento di funzioni specialistiche di elevata professionalità.

Il caso dei medici Ep non trova d’accordo neanche tutti i sindacati. A Messina a sollevare la questione a Messina era stato il Coas Medici Dirigenti che contesta la partecipazione alla selezione di direttore di struttura complessa all’Irccs da parte di alcuni medici del Policlinico universitario contestando loro di non avere “un contratto di lavoro “dirigenziale” che consentiva la loro partecipazione.

Secondo il segretario nazionale Alessandro Garau e il vice segretario provinciale di Messina Emilio Cortese, infatti, i camici bianchi dell’Università hanno un contratto  di categoria EP che non è equipollente al contratto dirigenziale del sistema sanitario nazionale.

La problematica fu posta anche all’attenzione  del ministro, del dipartimento Funzione pubblica ma anche alla Corte dei Conti e all’assessorato regionale alla Salute con possibili ripercussioni anche in altre città d’Italia.

articolo modificato alle 12.15 del 18 marzo 2023 // Inserita la posizione dell'Università sulle prestazioni professionali

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