Riaprire giorno 9 la "Cannizzaro-Galatti", la richiesta del consigliere Libero Gioveni

Secondo il consigliere la situazione dell'istituto non giustifica la chiusura per due settimane della scuola, che dovrebbe essere riaperta lunedì come tutti gli altri istituti della città

Riaprire, al pari di tutti gli altri istituti, anche il comprensivo "Cannizzaro-Galatti" a partire da giorno 9. Questa la richiesta del consigliere comunale di Fdl, Libero Gioveni che ha chiesto al primo cittadino una revisione dell'ordinanza con cui il 29 ottobre è stata disposta la chiusura della scuola in seguto alla segnalazione da parte dell'Asp di quattro studenti risultati positivi al tampone e con un quinto caso sospetto il cui tampone ha dato, però, esito negativo. Per la "Cannizzaro-Galatti", infatti, è stata disposta la chiusura per due settimane, mentre per tutti gli altri istituti, con l'ordinanza sindacale firmata il giorno dopo, per una.

Ma "dando per assodato (e sembra che ciò sia comprovato) che la situazione epidemiologica registratasi in tutti gli altri istituti scolastici non sia parecchio meno critica rispetto a quella riscontrata nella “Cannizzaro-Galatti”, qualora nell’ormai imminente nuovo DPCM non venga disposta la chiusura totale delle scuole della Regione Sicilia, che possa essere riaperto l'Istituto al pari di tutte le altre scuole cittadine dal prossimo lunedì 9 novembre", si legge nella nota. 

A intervenire sulla riapertura dell'Istituto anche il giornalista e docente della scuola Antonio Mazzeo. "Continuo ad apprendere solo ed esclusivamente dai media locali gli "sviluppi" sul presunto focolaio Covi-19 nell'Istituto Comprensivo "Cannizzaro-Galatti" di Messina, in cui lavoro come insegnante di Sc. Motorie dal 1984", scrive in un post su facebook. "Secondo una nota di un consigliere comunale, sarebbe risultato negativo il tampone effettuato su una persona sospetta di contagio, per cui - sempre secondo il consigliere - il Sindaco di Messina dovrebbe annullare l'ordinanza di chiusura dell'intero plesso per giorni 14 (a causa di 4 casi accertati tra gli alunni e i docenti), consentendo la riapertura dell'I.C. sin da lunedì 8 novembre. Sono un convinto sostenitore dell'inutilità pedagogico-didattica della cosiddetta DAD (oggi DDI, anche se di "integrata" non ha proprio nulla) e vivo con estrema frustrazione e dolore i collegamenti quotidiani via internet con le mie alunne e i miei alunni. Tuttavia sono sinceramente indignato del comportamento delle autorità sanitarie, politiche e amministrative che ad oggi NESSUNA informazione e NESSUN contatto hanno inteso dover promuovere con chi lavora e opera nelle scuole chiuse d'autorità per l'emergenza Covid-19. Siamo formatori ed educatori, e ogni giorno - tra l'altro - veniamo giustamente interrogati dai nostri allievi su quanto accade, sui possibili rischi, su cosa potrebbe accadere domani e dopodomani, ecc. E non abbiamo risposte, perchè NESSUNO ci ha mai dato risposte. Non siamo carne da macello, nè utili idioti, funzionali a legittimare lo scempio politico-sanitario-scolastico in atto. Abbiamo il diritto a sapere. E ministri, sindaci, dirigenti sanitari e scolastici DEVONO TUTELARCI". 

Articolo modificato alle 10.45 del 4 novembre 2020 // aggiunte dichiarazioni di Antonio Mazzeo

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