Scuola di Mili San Pietro, il Comune chiarisce: "Vanno risolte criticità idrogeologiche"

La nota di Palazzo Zanca dopo il pressing della politica sulla mancata riapertura del plesso dopo l'incendio del 2016. Confermata la partecipazione al bando per dare via al progetto di recupero. "Sollevato un polverone"

L'incendio che nel 2016 ha colpito la scuola

Dopo il pressing politico sulla mancata riapertura della scuola di Mili San Pietro, l'ultimo sollecito di pochi giorni fa da Sicilia Futura, arriva la replica di Palazzo Zanca. L'amministrazione comunale risponde stizzita alla richiesta di chiarimenti, evidenziando l'iter seguito per recuperare il plesso scolastico dopo l'incendio che nel 2016 ne ha decretato la chiusura. All'origine dei ritardi, i problemi di natura idrogeologica riscontrati da opportune verifiche tecniche commissionate dallo stesso Comune. Ma il progetto di recupero non corre rischi, considerando la partecipazione al bando per recuperare finanziamenti utili la cui scadenza è stata prorogata al mese di agosto.

La replica di Palazzo Zanca

Continua da qualche giorno una campagna mediatica, da parte di esponenti dei cinque stelle e di qualche altra compagine politica cittadina, sulla questione relativa alla scuola di Mili San Pietro. Ancora una volta si assiste ad una mancanza di onestà intellettuale da parte dei ‘politici’ nel rappresentare correttamente i fatti. In merito i consiglieri comunali e di circoscrizione, oltre che la rappresentanza della deputazione nazionale, hanno sempre avuto molteplici risposte scritte e verbali (in Consiglio comunale, durante le Commissioni specifiche e direttamente dall’Assessore competente presso il proprio ufficio), oltre al fatto, che risulta siano stati effettuati accessi agli atti. Ovviamente le carte bisogna non solo prenderle ma anche leggerle. Senza entrare nello specifico dell’annosa vicenda ci si limita in questa sede a ricordare gli ultimi elementi utili a chiarire definitivamente la questione.

A seguito di una relazione geologica a firma del dottore Carmelo Gioè (funzionario comunale) erano state evidenziate una serie di importanti criticità (geomorfologiche ed idrauliche) che costringevano l’Amministrazione a fare degli approfondimenti tecnici per poter proseguire con la progettazione della ‘ristrutturazione dell’edificio scolastico’ (progettazione che era già in corso). In merito alle questioni ‘idro-geologiche’ è stato dato incarico ad un tecnico esterno, specialista del settore, che ha fornito una prima relazione dalla quale si poteva evincere un quadro generale della situazione certamente non ideale, infatti la localizzazione della scuola non era certamente stata la migliore sotto il profilo geo-morfologico, ma in considerazione che era un fatto ormai consolidato e risalente ai tempi, si è deciso di chiedere integrazioni al professionista. Lo stesso ha fornito una seconda relazione indicando alcune possibili azioni per mitigare il rischio. Ovviamente non si tratta del ‘muretto’ di cui si è letto nei giornali, ma di opere di muri di contenimento che risultano essere cosa molto diversa.

Tale attività presuppone una progettazione specifica ed è propedeutica a qualsiasi altra iniziativa tecnica sul fabbricato. Infatti si sta procedendo celermente alla quantificazione economica delle opere complementari al fabbricato che oggi ha un livello di progettazione di ‘fattibilità tecnico-economica’. Inutile sottolineare che il tecnico comunque consiglia di dare massima attenzione alle opere di mitigazione proprio in considerazione che la scuola si trova collocata in un ‘vallone’ e che andrebbe valutata anche l’opportuna di delocalizzare la stessa, ciò sarebbe stato molto chiaro se si fosse letto attentamente il documento presentato. Oltre alle vicende tecniche sopra rappresentate, è necessario sottolineare che il tecnico comunale incaricato per la progettazione della ristrutturazione dell’edificio, ha avuto problemi giudiziari che lo hanno estromesso dall’attività lavorativa. L’Amministrazione ha provveduto a sostituirlo.

Risulta inoltre, che qualche consigliere comunale nella normale e legittima attività istituzionale, abbia avuto colloqui con il Dirigente dei Servizi Tecnici che ha provveduto a spiegare oltre allo stato delle cose sopra rappresentate che avremmo partecipato regolarmente al bando in scadenza il 31 luglio oggi peraltro prorogato al mese di agosto. Quindi se si è a conoscenza dei fatti, perché sollevare ‘polveroni’? Infine in merito alla questione complessiva dei finanziamenti relativi agli edifici scolastici è bene ricordare che per poter partecipare a qualsiasi bando, requisito necessario è l’avere effettuato la verifica di vulnerabilità sismica.

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All’insediamento della Giunta ‘De Luca’ su 106 edifici di proprietà solo 6 la possedevano, oggi, tra verifiche già effettuate ed in corso di effettuazione siamo al 95% degli edifici, mancano gli ultimi 5 plessi che sono in corso di affidamento (aggiornamento al 4 giugno 2020). Di cosa stiamo parlando? Piuttosto che montare casi inesistenti, in un momento così delicato sarebbe auspicabile dedicarsi a dare il proprio contributo facendo in modo che i dichiarati finanziamenti siano rapidamente ‘denari’ pronti da spendere e nella disponibilità delle casse comunali (ad oggi per fronteggiare l’emergenza Covid 19 sono arrivati solo 800.000 € che sono circa 8.000 € a plesso)”.

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