Economia

Coronavirus, crisi nera a Messina: solo il 10% dei commercianti può pagare l'affitto

Da quasi due mesi saracinesche abbassate e mancati guadagni mettono in ginocchio l'imprenditoria cittadina. Nei primi venti giorni di aprile la situazione è diventata drammatica. Confesercenti: "Occorre dialogo tra conduttori e locatori"

Ad aprile solo il 10% dei commercianti messinesi è riuscito a pagare regolarmente l'affitto.

E' l'inquietante dato che emerge da un'analisi di Confesercenti che fotografa fedelmente la crisi nera che ha investito la città in seguito al coronavirus. La chiusura forzata di quasi tutte le attività e il conseguente crollo degli incassi hanno messo in ginocchio l'imprenditoria locale, creando disagi anche ai proprietari degli immobili che rivendicano il canone mensile.

Dal governo l'unico aiuto finora disponibile è il credito d'imposta del 60% sugli affitti. Ma è una misura che si sta rivelando difficilmente percorribile per macanza di liquidità.

Secondo il monitoraggio di Confesercenti, a marzo il 50% dei commercianti messinesi è riuscito ad onorare il canone d'affitto. Ma i primi venti giorni di aprile parlano di una situazione drammatica con il solo 10% degli imprenditori in grado di rispettare le scadenze con i proprietari. 

I casi simbolo di due commercianti messinesi

E non mancano i casi drammatici e talvolta paradossali. Un commerciante ha abbassato la saracinesca già il 10 marzo, mettendo in cassa integrazione i dipendenti. I mancati incassi gli impediscono di pagare l'affitto. A sua volta, lo stesso imprenditore ha concesso in locazione due immobili di sua proprietà, ma anche i rispettivi affittuari, un B&B ed un pub del centro, non sono più nelle possibilità di onorare l'impegno. 

Un altro esercente lavora in un immobile diviso in tre locali appartenenti a tre proprietari diversi. Il primo si è dimostrato comprensivo e si è detto disposto ad aspettare la fine della crisi, il secondo ha già incaricato il proprio legale per l'ingiunzione di pagamento, il terzo richiede l'affitto attraverso telefonate quotidiane.

Confesercenti: "Occorre dialogo tra conduttori e locatori"

Sulla vicenda è intervenuta Confesercenti Messina che, tramite il suo presidente Alberto Palella, chiede collaborazione tra le parti in un momento di vera emergenza.

“La situazione, già drammatica, rischia di diventare esplosiva- afferma Palella- a meno che non si riesca ad instaurare un dialogo tra i proprietari degli immobili commerciali e i locatari. Fare rete in un contesto emergenziale come quello che stiamo vivendo è fondamentale per la sopravvivenza di tutti e per la salvaguardia degli interessi comuni. Va sottolineato inoltre, che i canoni  dovranno essere necessariamente rinegoziati anche in vista della fase due, che prevedrà comunque molteplici restrizioni nelle attività commerciali, con una riduzione considerevole degli incassi".

Secondo Palella si rischia un muro contro muro tra le due parti che aggraverebbe ancor di più la situazione.  "Andare allo scontro- prosegue il rappresentante locale di Confesercenti- porterebbe solo ad estenuanti ed economicamente insostenibili contenziosi legali, che non risolverebbero il problema non salvaguardando i rapporti contrattuali tra le parti, e che andrebbero a gravare maggiormente sulle casse già in rosso degli esercenti. Una soluzione alternativa potrebbe essere rappresentata dalla procedura legale della mediazione, che tenga conto delle esigenze di entrambi e della situazione contingente, con costi irrisori rispetto a quelli di un iter giudiziario. Nel caso specifico le parti potrebbero trovare una soluzione che contemperi le esigenze sia del proprietario dell’immobile che del conduttore titolare dell’attività commerciale anche tenendo conto delle perdite economiche di entrambi e delle diverse esigenze nascenti a seguito ed in conseguenza dell’emergenza Covid. Trovare un accordo è di estrema importanza- conclude il Presidente di Confesercenti Messina-poiché non bisogna permettere che qualcuno resti indietro a causa del coronavirus”.

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