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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Politica

Giorgia Meloni ha vinto le elezioni, in Sicilia trionfano i 5Stelle: cosa succede ora

La leader di Fratelli d'Italia si candida a guidare il Paese dopo la netta vittoria delle elezioni del 25 settembre: gli scenari per l'Italia

Giorgia Meloni ha vinto le elezioni alla guida di Fratelli d'Italia, primo partito con oltre il 26 per cento dei voti. Il risultato è netto e proietta Meloni ad essere la prima presidente del Consiglio nella storia dell'Italia repubblicana, segnando diverse svolte: Giorgia Meloni ha dato inizio a un domino, che parte del centrodestra per poi coinvolgere la coalizione di centrosinistra, cambiando così gli equilibri della politica italiana. La caduta di questi pezzi si riverbera sul futuro assetto istituzionale dell'Italia. In Sicilia invece il M5S è il primo partito, stando alle proiezioni arrivate finora. Sarebbe primo anche in Campania e Calabria. Ma quali sono gli scenari per l'Italia?

Il discorso di Giorgia Meloni

"Il segnale degli italiani è di un governo di centrodestra a guida di Fratelli d’Italia. L'Italia ha scelto noi, non la tradiremo. Far sì che gli italiani siano nuovamente orgogliosi di essere italiani", le prime parole di Giorgia Meloni post-voto che aprono immediate riflessioni sugli equilibri nel centrodestra. Rispetto alle elezioni del 2018 Fratelli d'Italia ha sestuplicato i voti raccolti, passando da poco più del 4 per cento all'attuale 26,3.

Meloni si è spianata la strada verso Palazzo Chigi, ma ora deve subito badare agli equilibri nella coalizione, a partire dalla caduta rumorosa della Lega di Matteo Salvini. Il percorso del Carroccio è stato inverso rispetto a Fratelli d'Italia: la Lega è passata dal 17,6 per cento del 2018 a circa il 9, perdendo voti in regioni chiave come il Veneto. Ora, Salvini sgomiterà per riguadagnare terreno, magari a partire da un ritorno all'aspirato posto di Ministro dell'Interno, già ricoperto nel 2018, o da una rinnovata attenzione al Nord puntando sull'autonomia differenziata dei territori. 

Anche Forza Italia ha perso voti rispetto alle scorse elezioni, passando dal 14,4 per cento del 2018 all'attuale 8 per cento. Probabilmente si tratta della fine dell'era berlusconiana che potrebbe avere gli ultimi colpi di coda in questo governo, magari dal Ministero degli Esteri, si dice. Alla luce dei risultati, soprattutto rispetto alle politiche del 2018, per Meloni sarà fondamentale tenere unita la coalizione così da poter governare in autonomia alla Camera e al Senato. "Se saremo chiamati a governare la Nazione lo faremo per tutti, per riunire un popolo esaltando ciò che unisce piuttosto che ciò che divide, dando agli italiani l'orgoglio di sventolare il Tricolore", ha detto Meloni. 

L'Italia che verrà

Il risultato delle elezioni del 25 settembre è storico, non solo per Fratelli d'Italia. Nessun grande paese europeo aveva mai visto un'affermazione così decisa della destra dal secondo dopoguerra a oggi. I voti raccolti non basteranno a modificare la Costituzione, visto che il centrodestra non ha i due terzi dei seggi, ma l'impronta di governo potrebbe essere forte. Se Meloni riuscirà a tenere a bada Salvini e Berlusconi potrà andare avanti, per plasmare l'Italia. Ma come?

La pratica dovrà prevalere sugli slogan. Meloni si ritrova subito a gestire una congiuntura non favorevole, a partire dalla questione degli approvvigionamenti di gas in vista dell'inverno: il rischio è che il suo governo parta con annunci impopolari, perché di fronte alla crisi del gas a causa dei rapporti con la Russia sappiamo che l'unica via, al momento, è una riduzione dei consumi. In più, c'è una crisi inflazionistica da gestire,con riforme in cantiere da realizzare, su tutte quelle su stipendi e tasse, oltre ai progetti del Pnrr da gestire. A stretto giro, si aggiunge la legge di bilancio. 

Sulla politica estera Giorgia Meloni parte da un ostentato atlantismo, in linea con il governo Draghi su Ucraina e Putin, a cui si aggiunge la difesa di Taiwan dalla Cina. Tuttavia, lo stesso allineamento non si può dire nei confronti dell'Unione Europea. Fratelli d'Italia è sempre stata una forza euroscettica, come spesso mostrato anche in questa campagna elettorale, e che ha forti legami con governi di chiara deriva autoritaria, come l'Ungheria di Orban. 

I dubbi più grandi riguardano i diritti. Le posizioni di Fratelli d'Italia sono molto restrittive nei confronti degli omosessuali, e sembrano andare indietro di decenni nei confronti delle donne. Per non parlare delle politiche sull'immigrazione e la cittadinanza. Non sembra questo il periodo in cui l'Italia compirà dei passi avanti in questi campi, come si attendeva da anni, per colmare ampie lacune che si sono create nei confronti degli stati democratici. 

Meloni ha detto che il risultato delle elezioni "non è un punto di arrivo ma un punto di partenza, da domani dobbiamo dimostrare il nostro valore. Se si vuole far parte della storia si deve capire la responsabilità che si ha nei confronti di decine di milioni di italiani e noi non li tradiremo. Se saremo chiamati a governare questa nazione lo faremo per tutti" ha detto la presidente di Fratelli d'Italia. L'attenzione passa ora al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che potrà affidarle l'incarico di formare il governo come prima presidente del Consiglio nella storia italiana. La storia farà il resto. 

fonte Today.it

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