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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca Merì

Ragazzo carbonizzato a Merì, resta aperta l'ipotesi dell'omicidio: le ultime ore di Serti Ayman

Gli inquirenti lavorano senza sosta per ricostruire gli ultimi spostamenti del 16enne trovato senza vita in una piazza del comune del Messinese. Eseguita l'autopsia e ascoltati familiari, docenti e amici

Procedono senza sosta le indagini sulla morte di Serti Ayman, il 16enne ritrovato semicarbonizzato nella piazza Italia '90 a Merì. Dal suicidio all'omicidio tutte le piste rimangono aperte per gli inquirenti che stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita del ragazzo. Decisive le deposizioni della famiglia, ascoltata venerdì.  

Secondo quanto dichiarato dai familiari, fra il pomeriggio e la sera del 16 febbraio, Serti si trovava fuori casa. Per questo motivo il fratello maggiore gli avrebbe chiesto tramite uno scambio di messaggi di comprare delle pizze per cena. Il 16enne si sarebbe recato in pizzeria, ma dopo aver ordinato le pizze, si sarebbero perse le sue tracce. Il fratello, allarmato perché il ragazzo tardava a rientrare a casa e non rispondeva alle telefonate, sarebbe uscito per andarlo a cercare. 

Diverse ore dopo sarebbero stati i carabinieri a raggiungere la famiglia per comunicare loro il ritrovamento del cadavere del 16enne. I familiari, assistiti dall'avvocato Giuseppe Coppolino, escludono categoricamente la pista del suicidio e si sono messi a completa disposizione dell'autorità giudiziaria per ricostruire la verità sulla morte del ragazzo. "I miei assistiti hanno riferito di non aver notato alcun elemento che possa ricondurre a un gesto così estremo. Niente nei suoi atteggiamenti faceva dubitare della serenità del ragazzo", ha detto il legale. 

Oltre alle analisi del cellulare, ritrovato intatto vicino al cadavere di Serti, venerdì pomeriggio è stata anche eseguita l'autopsia dal legale Letterio Visalli, secondo quanto disposto dal procuratore Dora Esposito titolare dell'inchiesta. Il corpo del ragazzo che si trova all'obitorio dell'ospedale "Cutroni Zodda" di Barcellona Pozzo di Gotto resta ancora a disposizione dell'autorità. "Oltre a magistrati e agenti abbiamo trovato delle persone che stanno facendo un lavoro straordinario per scoprire la verità del caso", ha sottolineato l'avvocato Coppolino. 

Serti era il più piccolo dei figli, dopo il fratello e la sorella. Aveva da poco chiesto e ottenuto dall'Istituto "Copernico" il trasferimento per andare all'istituto commerciale di Barcellona Pozzo di Gotto. Gli inquirenti hanno ascoltato anche le deposizione dei docenti del ragazzo e dei compagni. La frequenza a scuola era regolare e nessun provvedimento di sospensione era stato di recente emesso nei suoi confronti. 

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