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Domenica, 22 Maggio 2022
Politica

Elezioni, Cuffaro a De Luca: "Tornerò in Burundi e spero di portarlo con me per il bene dei siciliani"

Le polemiche lanciate dall'ex sindaco stimolano l'ex governatore alla replica. Una versione totalmente differente da quella raccontata dal candidato a Palazzo d'Orleans su un possibile accordo tra i postdemocristiani e Sicilia Vera

"Lui se la canta e lui se la suona": a dirlo l'ex presidente della Regione Totò Cuffaro dopo le accuse lanciate dall'ex sindaco Cateno De Luca su possibili accordi alle elezioni di Messina. tra Sicilia Vera e la Nuova Dc. 

I postDc con Croce, la versione di De Luca

“Mi ero determinato nel non rispondere alle farneticazioni di Cateno De Luca, come è giusto, l’ho sempre rispettato. Ma come dicevano i latini‘Est modus in rebus’ (c’è un limite a tutto), De Luca se la canta e se la suona. La Democrazia Cristiana, nel rispetto del candidato Basile, non ha mai immaginato di stare con lui, De Luca – continua Cuffaro - ha fatto un’apertura alla DC, tra l’altro piena di diktat, e la Dc l’ha educatamente rifiutata. E qui finisce la mia risposta politica”.

“Per quella personale – prosegue - non so di quali affari parla De Luca e non c’è traccia di sue prese di posizione in tal senso in Assemblea Regionale e della sua attività parlamentare rimane soltanto il suo spogliarello avvolto nella bandiera”.

“Mi rimprovera che invece di fare il francescano in Burundi sono tornato a fare politica. Questo è merito suo, nel senso che ho avuto il terrore di lasciare la politica a gente come lui e allora mi sono convinto a tornare. Non si preoccupi, tornerò in Burundi e spero di portarlo lì, so di fare un torto ai Burundesi ma farò una cosa buona per i siciliani”. Scontati i guai giudiziari Cuffaro era stato in Burundi in aiuto alla popolazione che soffre la povertà. 

De Luca, candidato alla presidenza della Regione, in mattinata aveva lanciato strali contro il governo regionale sul bilancio chiedendo le dimissioni dell'assessore Armao: “A pochi giorni dalla scadenza perentoria del 30 aprile è evidente che l’assemblea siciliana non riuscirà ad approvare il bilancio di previsione 2022/2024 entro i termini previsti dalla legge, anche perché il bilancio non esiste.” “La Regione siciliana - spiega De Luca - è in esercizio provvisorio fino al 30 aprile. Restano solo cinque giorni a disposizione per l’approvazione e in cinque giorni potrà essere approvato solo un bilancio fasullo in cui le entrate saranno gonfiate per recuperare somme e si procederà con gli accantonamenti. Ciò comporterà il congelamento della spesa con il conseguente blocco dei trasferimenti ai comuni. A rischio i servizi essenziali per gli enti locali e gli stipendi dei dipendenti
comunali.

Tutto questo grazie ai magheggi dell’assessore Armao. È ora che si dimetta - conclude De Luca - è arrivato il momento che la classe politica si assuma le proprie responsabilità. Ho letto, prosegue De Luca, che pochi giorni fa i gruppi di opposizione all'Assemblea siciliana, tra cui il Pd, il Movimento 5 Stelle e Claudio Fava, hanno scritto al presidente del Consiglio Mario Draghi per chiedere la rimozione del presidente Musumeci e lo scioglimento dell’Assemblea, ma quando a febbraio Sicilia Vera ha presentato la mozione di sfiducia al presidente perché non l’hanno sottoscritta? Oggi torno a chiedere un atto di responsabilità. Si dimetta Armao, si dimettano tutti e concedano finalmente alla Sicilia l’occasione di ricominciare.”

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