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Comune, dirigenti in carica e in pensione dovranno restituire 400mila euro

Gli ultimi controlli del sindaco De Luca sostengono che le somme dell'indennità di risultato erano più elevate di quelle che dovevano essere percepite dagli alti funzionari di Palazzo Zanca. Anche quelli in quiescenza tremano

Non è un bel periodo per i dirigenti comunali. Stavolta sono coinvolti anche quelli andati in pensione. Se a inizio mese il sindaco Cateno De Luca aveva proceduto al taglio di dipartimenti e numero di alti funzionari sono le somme dell'indennità di risultato e di posizione, centinaia di migliaia di euro, che non convincono il primo cittadino.

Ultimo video sul profilo facebook e nuova stoccata: "Sono sconcertato, credo di aver scoperto che il fondo dei dirigenti per l’indennità di posizione e di risultato era gonfiato del 300% e dopo la mia elezione qualcuno ha fatto delle correzioni per renderlo gonfiato solo del 150%. C’era chi sapeva ma ha taciuto! Le ultime tre nottate le ho dedicate a questi faldoni. Se la situazione sarà confermata dagli accertamenti che ho richiesto al segretario generale, tutti i dirigenti comunali, anche quelli andati in pensione, dovranno complessivamente restituire circa 400 mila euro l’anno dal 2010 in poi". De Luca nel video ha spiegato a suo dire quanto successo gettando ombre sul lavoro dei segretari generali in carica nel 2013 e nel 2018 nonostante i pareri contrari alle somme conteggiate dei revisori dei conti. A inizio ottobre il provvedimento su dirigenti e dipartimenti. 

Dirigenti comunali, chi resta e chi va 


 

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