rotate-mobile
Giovedì, 26 Maggio 2022
Politica

La Patrimonio Spa resta in vita, l'ex sindaco accusa il Consiglio comunale

La sentenza del Tar dà ragione alla società partecipata che resta dunque in vita dopo la liquidazione messa all'opera da Pd, Liberame e Cinquestelle. De Luca ha usato toni duri contro l'Aula, il commento di Alessandro Russo dei democratici

Tutto da rifare per la maggioranza del Consiglio comunale che aveva deliberato la liquidazione della Patrimonio Spa, la partecipata creata dall'ex giunta De Luca per gestire gli immobili di Palazzo Zanca. Con sentenza n. 964/2022 pubblicata il 4 aprile 2022, il Tar Sicilia ha integralmente accolto il ricorso proposto dalla Patrimonio Messina Spa contro la delibera  "La sentenza ha accolto i motivi proposti dal legale della società, Santi Delia - si legge nella nota della Partecipata - per l’accertato difetto di istruttoria e di motivazione dei provvedimenti impugnati. Nel dettaglio il Tar ha riconosciuto che la scelta del Comune di porre in liquidazione la Patrimonio Spa “avrebbe dovuto essere esternata con motivazione da inserire nella relazione tecnica per dare conto delle ragioni dell’ipotesi ritenuta sussistente (art. 20 comma 2 lett. b) e del modello scelto (messa in liquidazione) per affrontarla” rilevando che nelle delibere impugnate mancava ogni conseguente istruttoria e motivazione determinando l’annullamento degli atti. La sentenza risulta tranciante - continua la nota - laddove afferma che “la motivazione che sorregge la contestata determinazione finale non è stata esternata né nella relazione tecnica, né, in ogni caso, nell’emendamento” Il Tar ha altresì ritenuto errate le motivazioni adottate dal Consiglio comunale in merito alla pretesa assenza di personale dipendente evidenziando e chiarendo che nel caso in questione la società risulta avere avuto in carica “personale in servizio in regime di distacco fino al 30 giugno 2021, cinque dipendenti comunali e quattro dipendenti della società Messina Servizi Bene Comune SPA, per complessive nove unità”.

La liquidazione della Patrimonio Spa arriva in Consiglio comunale

La liquidazione della Patrimonio Spa era stata fortemente richiesta dai gruppi Pd, Liberame e Cinquestelle che avevano definito un carrozzone fallimentare l'ente incapace a loro dire di produrre risultati. Questa mattina in duretta social l'ex primo cittadino Cateno De Luca ha accusato gli esponenti del Consiglio che avevano promosso la liquidazione della Patrimonio Spa difendendo la costituzione della società comunale e utilizzando toni molto duri senza riferimenti specifici contro i politici e la gestione degli immobili comunali. 

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere del Pd Alessandro Russo, tra i proponenti della delibera. “Il Tar di Catania, in maniera quasi paradossale, ha detto che le motivazioni che abbiamo addotto sarebbero giuste per se fatte in tempo. Insomma, sono state fatte fuori tempo massimo, successivamente alla costituzione e soprattutto alla deliberazione di messa in liquidazione. Occorrerà quindi una nuova deliberazione, stiamo predisponendo con la Presidenza del Consiglio e con i gruppi consiliari che sono stati i proponenti, una nuova deliberazione che faccia tesoro delle legittime osservazioni del Tar. Abbiamo il dovere di mettere in liquidazione Patrimonio Spa perché non ha funzionato, non ha venduto immobili che sono stati venduti, così come scrive il dirigente del dipartimento patrimonio, con il personale del Comune. Quindi a che serve questa società?”
Russo ha detto chiaramente che nel programma del centrosinistra c’è lo smantellamento della società. “Quel poco personale che sta dentro la Patrimonio Spa è personale del Comune che può farlo al Dipartimento. Vogliamo capire perché dobbiamo pagare un presidente e un consiglio d’amministrazione per fare il lavoro che può fare il comune con i suoi dipendenti. Bisogna cancellare le società inutili che servono solo a pagare gli stipendi ai consigli d’amministrazione”

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La Patrimonio Spa resta in vita, l'ex sindaco accusa il Consiglio comunale

MessinaToday è in caricamento