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Dimissioni stracciate, i consiglieri comunali restituiscono le accuse al mittente: "Non c'entravamo niente"

Continuano ad alimentarsi le polemiche in seguito all'ennesima mossa di Cateno De Luca che questa volta ha dichiarato guerra al civico consesso. Movimento 5 stelle, Pd, Ora Messina e Libera Me prendono le distanze

Un divieto di ingresso agli "asini volanti" attaccato all'ingresso dell'anticamera delle stanze di sindaco e giunta, triste epilogo di una lotta fra consiglieri e primo cittadino che si consuma da quando si è insediato a Palazzo Zanca Cateno De Luca. Dopo l'ennesimo ritiro in diretta facebook delle dimissioni del sindaco, a pochi minuti dall'efficacia dell'atto di rinuncia alla guida della città, si dovrà lavorare, adesso, a portare avanti comunque la gestione di Messina.

La "nuova fase amministrativa", annunciata da De Luca, infatti, continuerà con lo stesso scenario di prima, cioè quello di un sindaco che conta nel civico consesso soltanto sei consiglieri a difesa della sua politica, ma con un clima decisamente più rovente rispetto a quello dei mesi passati. E nel rischio che il nuovo assetto politico possa privilegiare il "tutti contro tutti", intanto vince il fronte della tutela dei cittadini e del proseguire, ciascuno con il proprio compito, l'amministrazione di Messina. 

"È semplicemente molto triste che in un momento così delicato per la città tutti siamo vittime di queste sceneggiate", commenta il capogruppo del Movimento 5 stelle Andrea Argento, chiamato in causa dal primo cittadino riguardo la sua passata proposta di sfiducia al sindaco. "In questa situazione il consiglio comunale non c'entrava, De Luca ha fatto tutto solo producendo uno show da facebook e tenendo innanzitutto la città sotto scacco, non il consiglio o qualcuno di noi", ha detto ancora Argento. E sulle azioni future del gruppo pentastellato spiega: "ci comporteremo di conseguenza ma non accetteremo ancora comportamenti del genere da parte del primo cittadino". 

La marcia indietro di De Luca, per il consigliere Gaetano Gennaro, capogruppo del Pd, dimostra debolezza politica, "che aumenta giorno per giorno in modo sempre più evidente", ha commentato con MessinaToday. "La determinazione del sindaco di non presenziare ai lavori del consesso è il segno di una evidente difficoltà a reggere il confronto politico", ha spiegato ancora. Ma, nei fatti, e fino all'ultima delibera sul bilancio, De Luca ha comunque incassato il sostegno del consiglio, al di là del colore politico e delle personali opinioni sul suo modus operandi. "Per quanto concerne, invece, i temi amministrativi il consiglio ha sempre risposto presente, entrando nel merito degli argomenti, apportando gli opportuni aggiustamenti alle proposte di deliberazione presentate dall'amministrazione e cogliendo il cuore delle questioni politiche racchiuse negli atti discussi. - ha proseguito Gennaro - Non possiamo fare altro, pertanto, che prendere atto del tentativo di De Luca di snobbare e delegittimare il Consiglio. Attenderemo con pazienza il giorno in cui cambierà idea anche su tale argomento, rimangiandosi quanto detto, come spesso è finora accaduto". 

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Inadeguatezza politica, per il consigliere di Sicilia Futura Pietro La Tona, già oggetto di personali attacchi da parte del primo cittadino, che ha commentato a caldo il ritiro delle dimissioni. "Il principe degli sberleffi e delle contumelie ha colpito ancora, resta da capire a chi giova questo pessimo spettacolo", ha scritto La Tona sul suo profilo. "Un riassunto approssimativo di una gestione ammnistrativa, che abbiamo peraltro in molte occasioni condiviso e spronato, ma che è servita a farci capire che l’attack ha, quello sì, un effetto irrevocabile... - ha sottolineato ancora - Un atteggiamento che conferma comunque l’inadeguatezza del politico De Luca a ricoprire ruoli istituzionali, visto che saper far di conto non è l’unica dote richiesta a chi si prefigge di governare una Comunità". E nel merito della già annunciata querela da parte di Beppe Picciolo, ancora il consigliere lascia trapelare la volontà di proseguire fino in fondo il dialogo, ma in altra sede. "Come sempre sulle allusioni e su quanto di diffamante pronunciato saranno le sedi qualificate a dirimere le questioni. Devo ammettere, però, di non essere stato un abile politico e amministratore come Cateno De Luca che sicuramente su questo non può seguire il mio esempio, visto che non sono riuscito, in tanti anni di amministrazione, a ricevere ne’ un arresto, ne’ una condanna e nemmeno un avviso di garanzia. Dopo questa ennesima performance di basso livello possiamo solo dire, resisti Messina", ha concluso. 

Niente di nuovo sotto il sole, per il gruppo consiliare Ora Messina che in una nota commenta prendendo le distanze dal sindaco. "Il punto più basso di questa amministrazione è stato toccato, ma siamo sicuri che il sindaco De Luca saprà sorprenderci in peggio. La città di Messina è stata vittima di un copione già scritto, noioso e ripetitivo", scrivono. "Una pantomima che non meritava. Che mostra, ancora una volta, un personaggio più attento alla recitazione che alla politica. Una cronistoria ricca di “sue verità”, condita da complottismo e manie di persecuzione che palesano – se mai ce ne fosse bisogno – una totale assenza di contenuti. Una diretta Facebook, la solita, nella quale dire tutto e il contrario di tutto senza che nessuno possa controbattere o contestare", si legge ancora. "Non è chiaro, ancora, il motivo che ha spinto il sindaco De Luca a mettere in piedi questo inutile spettacolo, sullo sfondo di una pandemia e di una crisi economica mondiale. Accuse verso tutto e tutti, anche per un Consiglio reo di non fare quello che vuole lui. Alla fine, infatti, il suo più grosso fastidio è rappresentato dalla democrazia. La cosa, però, non ci preoccupa e – pur restando asini volanti – proseguiremo nel nostro compito anche non entrando più nella sua stanza. Non ci fermeranno le minacce o lo squadrismo social – ennesima strategia desolante – già in atto da qualche tempo", scrive il grupop. 

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